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Alimentare, blitz Ultima Generazione: cibo su Montecitorio per campagna Giusto Prezzo

Blitz di Ultima Generazione al Parlamento. Alle 9.05 sette attivisti hanno sparso lungo la scalinata della Camera dei Deputati il contenuto di sacchetti pieni di cibo scartato dalla GDO (Grande Distribuzione Industriale), per simulare il soffocamento di un sistema che strangola i produttori, lasciando loro “le briciole del proprio lavoro, e affamando i consumatori che non arrivano a fine mese”, spiega l’organizzazione. Hanno poi srotolando striscioni con scritto “Il giusto prezzo” e “Ultima Generazione”. Alle ore 9.15 sono stati allontanati dalle forze dell’ordine.
“Vogliamo che vengano protetti i raccolti distrutti dagli eventi estremi, che vengano abbassati i prezzi perché l’inflazione sul cibo non è accettabile neanche per chi produce e che ci sia una equa distribuzione di soldi“, spiega a Gea un attivista.

“Le proteste degli agricoltori che stanno scuotendo il Paese dimostrano che il momento di agire è ora. Abbiamo un’opportunità storica per costruire una coalizione che possa cambiare il futuro dell’agricoltura italiana e garantire giustizia sociale e ambientale. Oggi su 100 euro di spesa solo 7 ritornano al produttore: serve un’alleanza di produttori e consumatori, entrambi vittime dell’inflazione climatica“, si legge in una nota di Ultima Generazione. “Stiamo soffocando! Le lobby del sistema agroalimentare – la grande distribuzione, le multinazionali del cibo, la finanza speculativa – ci stanno rubando tutto! Controllano il mercato, decidono i prezzi, schiacciano gli agricoltori e ci svuotano le tasche quando andiamo a fare la spesa. Ci fanno pagare sempre di più, mentre chi lavora la terra prende solo briciole! Vogliamo il GIUSTO PREZZO! Per chi coltiva, per chi compra, per chi vuole un futuro senza essere soffocato da questo sistema malato! E non basta! La crisi climatica – siccità, alluvioni, grandinate – distrugge i raccolti, e chi ne paga il prezzo? NOI! I prezzi salgono, gli agricoltori chiudono, e intanto le lobby fanno profitti milionari! Dove sono quei soldi? Che fine hanno fatto? Li rivogliamo indietro! Perché il cibo deve essere un diritto, non un privilegio! Perché vogliamo sostenere chi produce cibo sano, locale, accessibile a tutti!”, denuncia un attivista.

Valentina Innocente

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