“Alla luce del crescente interesse dei cittadini per la mobilità elettrica, sarebbero stati sufficienti poche misure mirate e stabili per accendere il mercato”, nota il presidente di Motus-E, “basta osservare ad esempio l’incremento delle immatricolazioni di ibride plug-in sul canale aziendale a seguito della revisione dei fringe benefit. Una misura semplice e chiara, di cui tuttavia le auto elettriche hanno potuto beneficiare solo in minima parte, per via di cavilli incomprensibili come la doppia tassazione sulla ricarica domestica”. “Di fronte a questo ritardo sempre più inglorioso”, conclude Pressi, “speriamo che tutta la politica, dalla maggioranza all’opposizione, inizi a interrogarsi con urgenza sulle contromisure necessarie per non trasformare l’Italia in un mercato e in un’industria auto di Serie B”.
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