Caldo, Riello (Aermec): “Si vendono più condizionatori, ma soprattutto made in Asia”

Le alte temperature si fanno sentire e gli italiani si attrezzano per affrontare il caldo nel modo più efficiente possibile. Secondo gli ultimi dati raccolti da idealo.it, le ricerche online di condizionatori sono esplose con un +206% in appena sette giorni, trainando anche l’interesse per deumidificatori, ventilatori e purificatori d’aria. Ma oltre le ricerche su internet, c’è chi compra? “Con questa ondata di caldo, c’è un aumento della domanda di aria condizionata o di split, ma si parla di 6-4 settimane di accelerazione che per noi possono valere un 10% del volume mensile di vendita del mercato italiano. Non è dunque così determinante come poteva essere fino agli inizi degli anni 2000″, dice a GEA Giordano Riello, direttore commerciale di gruppo Giordano Riello International-Aermec spa, azienda leader in Italia e a livello internazionale nel trattamento dell’aria. “Adesso siamo su impianti più complessi dove ci sono tempistiche che non seguono la stagionalità, che invece favorisce la produzione asiatica, da dove arrivano soprattutto i prodotti da scaffale. Parliamo ad esempio di split non realizzati in questi due mesi. Vengono prodotti prima, poi i grossisti e i centri commerciali li acquistano per tempo e li espongono quando cresce la domanda. C’è un aumento domanda molto forte ma che appunto dura dalle 3 alle 4 settimane al massimo…”, spiega Riello.

“Il tema vero legato ai piccoli chiller, penso ai ristoranti o agli agriturismi, è che quando arriva il caldo a luglio molti imprenditori valutano se cambiare o meno l’apparecchio e in molti casi tirano avanti e aspettano il prossimo anno. Se ci fosse stato caldo a maggio inizio giugno, sarebbe stato diverso. Insomma – sottolinea Giordano Riello a GEA – il caldo va bene ma dovrebbe arrivare un mese prima“.

Intanto una ricerca condotta da un team internazionale – tra cui Enrica De Cian e Giacomo Falchetta del CMCC e dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e Filippo Pavanello – rivela come la presenza dei condizionatori aumenti in media del 36% i consumi elettrici domestici a livello globale. Ed entro il 2050, la domanda globale di elettricità residenziale per il raffreddamento potrebbe raggiungere quasi 1.400 TWh/anno – paragonabile ai consumi elettrici totali dell’India nel 2020 – con costi associati tra 124 e 177 miliardi di dollari. Farà bene alla manifattura italiana questo boom di domanda di aria condizionata? “Avrebbe fatto bene alla manifattura italiana se la manifattura italiana fosse rimasta in mano a imprenditori italiani. Un tempo l’aria condizionata e la climatizzazione parlavano dialetto veneto. Ora l’ultima azienda dell’aria condizionata veramente italiana siamo noi. Tutto il resto parla svedese, cinese o coreano…”, precisa Riello. “La domanda sicuramente di aria condizionata aumenterà e crescerà la cultura dell’aria condizionata. Saranno anni molto interessanti sui quali bisognerà investire su nuovi prodotti cambiando tipo di gas e quindi geometrie degli impianti. La direzione è quella se però perseguita in modo intelligente. Mi spiego: se al posto delle caldaie mettiamo pompe di colore servono le infrastrutture che portino l’elettricità”, aggiunge Riello. “Noi stiamo crescendo e siamo in linea col budget, le prospettive sono buone e il lavoro c’è nonostante questo sia un anno estremamente complesso. La difficoltà è come gestire il day by day per l’incertezza che c’è sui mercati”. Un’altra tendenza futura è comunque quella legata all’intelligenza artificiale. “Stiamo diventando un player internazionale anche nel raffreddamento dei data center”, continua Riello. “A Hong Kong la scorsa settimana abbiamo preso un lavoro importante. La domanda di dati cresce e i data center hanno bisogno di essere raffreddati… ormai è un settore che pesa molto sul nostro fatturato dall’alto valore aggiunto, dove oltre alla qualità del servizio fornito serve anche velocità di intervento”, conclude il direttore commerciale di gruppo Giordano Riello International-Aermec spa

Valentina Innocente

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