La pressione sui prezzi deriva anche dalla competizione con i Paesi asiatici per le forniture Gnl, in un contesto in cui le interruzioni nello Stretto di Hormuz hanno ridotto gli approvvigionamenti. Birol ha criticato i governi per non aver adottato prima misure sufficienti a ridurre la dipendenza dal passaggio marittimo, ricordando che da tempo l’Aie aveva avvertito dei rischi legati a una sua eventuale chiusura. Anche le tensioni nello Stretto di Bab el-Mandeb hanno aggravato il quadro. L’emergenza riguarda inoltre i prodotti raffinati, in particolare il diesel utilizzato nei trasporti, nell’agricoltura e nell’industria. Secondo Birol, gli attacchi ucraini alle raffinerie russe hanno contribuito a ridurre le forniture: circa un terzo delle consegne russe si sarebbe interrotto. Il direttore dell’Aie ha ricordato anche il ruolo delle riserve strategiche, mobilitate dai Paesi del G7 per contenere gli effetti della crisi, ma ha avvertito che i margini di intervento si stanno assottigliando.
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