L’Italia punta a diventare il fulcro europeo per l’autonomia strategica e il recupero dei minerali essenziali. Nel corso del Terzo Simposio Nazionale dell’Osservatorio Italiano Materie Prime Critiche Energia (Oimce), ospitato nel Salone degli Arazzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e promosso da Wec Italia e Assorisorse in collaborazione con Edison ed Enel Foundation, il ministro Adolfo Urso ha tracciato la rotta nazionale per la sicurezza degli approvvigionamenti e la competitività industriale.
Al centro della strategia c’è la ferma volontà di ridurre la subordinazione commerciale dai mercati esteri, con un focus particolare sul Dragone. “Abbiamo condiviso un emendamento sfidante che ci dovrebbe consentire di ridurre la dipendenza dall’estero e in modo specifico ridurre la dipendenza dalla Cina che oggi è il principale attore globale”, ha spiegato il titolare del Mimit. Se l’estrazione mineraria diretta sul suolo nazionale incontra naturali ostacoli legati alla tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico, il Paese intende eccellere nella raffinazione e nel recupero: “Per quanto riguarda l’estrazione questo è più complicato per il nostro paese a causa del patrimonio naturale, storico, artistico, culturale e naturalistico, ma si può fare una mappatura. Per quanto riguarda la raffinazione delle materie prime critiche si può fare, anche in Italia, d’altra parte i primi bandi europei hanno ottenuto il riconoscimento di piani strategici per le nostre imprese che realizzano cicli di raffinazione e riciclo”.
La mossa chiave annunciata da Urso riguarda la candidatura italiana per ospitare il primo sito strategico di stoccaggio nell’ambito del bando aperto dalla Commissione europea, la cui scadenza è fissata per l’8 ottobre. Il cuore pulsante del progetto sarà il Veneto: “Siamo convinti che il Veneto, con Porto Marghera, può rappresentare una naturale porta d’accesso ai mercati europei e un hub strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti”. L’obiettivo è ottenere “il riconoscimento di sito pilota per il distretto industriale in materia critica”.
Il piano prevede un’articolata integrazione logistica e territoriale. Attorno a Marghera si muoveranno l’Interporto Quadrante Europa, i porti di Trieste e Ravenna, gli impianti di Chieti e la miniera di Tassullo in Val di Non, creando una rete sinergica con un sito nel Nord Europa per costruire un modello continentale in grado di far fronte a “eventuali shock produttivi”. Questa visione troverà immediato riscontro normativo nel decreto Imprese e, in modo strutturale, nella prossima Legge di Bilancio.
Il simposio ha inoltre evidenziato l’importanza delle alleanze geopolitiche globali, dai legami con Stati Uniti, Regno Unito e Canada fino al Piano Mattei per l’Africa, per diversificare le catene del valore. Nella seconda parte dell’evento, coordinata da Michele Vitiello di WEC Italia e arricchita dai contributi di esperti come Mariachiara Zanetti e Giuseppe Montesano, i tavoli tecnici hanno ribadito la necessità di pianificare i fabbisogni nazionali al 2040, snellire il permitting e valorizzare le risorse secondarie, confermando l’impegno unitario dell’industria italiana.
Secondo quanto si apprende, Palazzo Chigi sta verificando a livello diplomatico la disponibilità del gruppo…
"A sostegno della dura vertenza in atto con Electrolux, proclamiamo otto ore di sciopero, da…
"La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono principi fondamentali per le nostre economie,…
"La crescita si è dimostrata resiliente dalla nostra ultima riunione. I tassi di interesse a…
Inversione di tendenza a metà pomeriggio rispetto a questa mattina. Il presso del gas è…
Il mercato extra-rete ha generato nel 2025 in Italia vendite per complessivi 17,2 miliardi di…