Ocse alza stima Pil Italia 2026 a +0,5%. Ma l’economia globale è “sotto pressione”

L’economia globale è di nuovo sotto pressione”. Lo scrive il capoeconomista dell’Ocse, Stefano Scarpetta, nel messaggio introduttivo delle ultime Prospettive economiche, precisando che “l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente rimane incerta, ma è probabile che le sue conseguenze economiche si facciano sentire a lungo anche dopo la sua risoluzione”. Il conflitto, infatti, spiega l’Ocse è diventato il fattore dominante che influenza le prospettive economiche globali, provocando uno shock energetico che sta alimentando le pressioni inflazionistiche e che dovrebbe avere ripercussioni negative sulla crescita. Le Prospettive economiche di giugno delineano due scenari: uno di interruzione limitata nel tempo, in cui la produzione e il commercio di energia nelle economie del Golfo tornano progressivamente ai livelli pre-conflitto a partire dalla metà del 2026, portando a un graduale allentamento delle interruzioni; e uno di interruzione prolungata, che ipotizza che le attuali interruzioni della produzione e delle esportazioni energetiche nelle economie del Golfo persistano fino al 2027, con prezzi dell’energia più elevati, un’intensificazione dei rischi di carenze di approvvigionamento e un inasprimento delle condizioni finanziarie globali, tutti fattori che comportano conseguenze più ampie e durature per l’economia globale.

Per quanto riguarda l’Italia, si prevede che la crescita del PIL rimanga allo 0,5% nel 2026, poiché il rinnovato shock dei prezzi dell’energia pesa sui consumi delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni, compensando l’impulso derivante dalla crescente erogazione dei fondi del Programma nazionale di ripresa e resilienza. L’impennata dei prezzi dell’energia farà aumentare l’inflazione, annullando i recenti aumenti dei salari reali. Nel 2027, il calo dei prezzi dell’energia e la riduzione dell’incertezza porteranno la crescita allo 0,6%. Le prospettive dell’Italia sono relativamente esposte all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, data l’elevata quota di energia proveniente da combustibili fossili importati e l’importanza della produzione manifatturiera destinata all’esportazione. “Perseguire il consolidamento fiscale, parallelamente a un programma completo di riforme strutturali volte ad aumentare la produttività e l’occupazione, contribuirà a ridurre l’onere del debito e a migliorare la resilienza dell’economia agli shock esterni. Garantire che le misure di sostegno dei prezzi dell’energia siano temporanee e mirate alle famiglie e alle imprese vulnerabili limiterà i danni derivanti dallo shock, contenendo al contempo i costi fiscali. Attuare riforme in materia di pianificazione e approvazione per accelerare gli investimenti nella produzione e trasmissione di energia rinnovabile può ridurre i costi energetici e la vulnerabilità all’aumento dei prezzi dei combustibili fossili”, scrive l’Ocse.

A livello globale, ipotizzando una risoluzione duratura del conflitto, l’Ocse prevede un rallentamento della crescita dal 3,4% nel 2025 al 2,8% nel 2026, prima di una ripresa al 3,1% nel 2027. Nell’area dell’euro, la crescita dovrebbe rimanere modesta allo 0,8% nel 2026, per poi risalire all’1,2% nel 2027. L’inflazione annuale dei prezzi al consumo nelle economie del G20 dovrebbe complessivamente salire al 4,0% nel 2026, dal 3,4% del 2025, per poi attenuarsi al 3,1% nel 2027 con l’attenuarsi delle pressioni sui prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari. Nello scenario di perturbazione prolungata, la crescita globale rallenta al 2,1% nel 2026 e all’1,8% nel 2027, lasciando un segno duraturo su molti paesi, specialmente in Asia, Europa e nelle economie in via di sviluppo più vulnerabili allo shock dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari. La crescita nell’Ocse è prevista allo 0,9% nel 2026 e allo 0,5% nel 2027 (rispetto all’1,5% nel 2026 e all’1,7% nel 2027 nello scenario di perturbazione limitata nel tempo).

Chiara Troiano

Recent Posts

Argento, prezzo sale (+4,22%) a quasi 60 dollari/oncia. Bene l’oro

A metà pomeriggio i metalli preziosi sono in bella evidenza. Il più dinamico è l'argento…

24 minuti ago

Petrolio, prezzo Brent sfonda di nuovo barriera 90 dollari al barile (+1,61%)

A inizio pomeriggio torna a crescere il prezzo del petrolio. Un barile di brent viene…

29 minuti ago

Trump pronto a imporre nuovi dazi a decine di Paesi. Al Canada tariffe del 50% su alcuni prodotti

Nuova e pesante escalation commerciale nella politica economica della Casa Bianca. Il presidente degli Stati…

42 minuti ago

Carburanti, Fapi: Diesel a livelli insostenibili, governo intervenga subito

"Il prezzo del diesel ha raggiunto livelli ormai insostenibili per famiglie e imprese. L'aumento dei…

1 ora ago

Petrolio, Birol (Aie): Timori su approvvigionamenti per escalation Hormuz

"L'Aie sta monitorando attentamente la situazione dei mercati petroliferi a seguito dei recenti sviluppi del…

2 ore ago

Dazi, Ft: Trump pronto a imporre nuove tariffe a decine di Paesi questa settimana

Donald Trump si appresta a imporre una nuova ondata di dazi su decine di paesi…

3 ore ago