“L’aumento relativamente contenuto dei prezzi globali del petrolio riflette il fatto che parte della diminuzione dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Ormuz è stata compensata da un’erosione delle scorte, limitando la necessità di un adeguamento del consumo e della produzione di petrolio attraverso i prezzi”, spiega il Fmi. Tuttavia, “il quadro globale offusca le evidenti differenze tra i vari paesi: anche se i mercati petroliferi sono interconnessi a livello globale e seguono generalmente i prezzi di riferimento come il Brent, il Dubai e il West Texas Intermediate, i paesi pagano abitualmente prezzi diversi per le loro importazioni, a seconda del tipo di petrolio, della distanza geografica dalla fonte, della capacità di garantire accordi a lungo termine tra governi e delle sanzioni; inoltre, il trasferimento di tali costi sui prezzi al dettaglio della benzina varia a seconda delle imposte, dei sussidi e della regolamentazione del mercato”.
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