Snam, al 2030 investimenti per 14 mld. Scornajenchi: “Rafforzeremo infrastrutture strategiche”

Snam presenta un piano al 2030 che vede 14 miliardi di euro di investimenti per generare ulteriore valore garantendo la sicurezza energetica e la competitività, con un sistema energetico integrato. Un nuovo scenario energetico che riflette le reali dinamiche industriali: il gas come fattore abilitante a lungo termine nel sistema energetico. Il Consiglio di amministrazione del gruppo, presieduto da Alessandro Zehentner, ha approvato la Relazione Finanziaria Annuale 2025, che include il Bilancio consolidato, il Progetto di bilancio di esercizio e la Rendicontazione di sostenibilità 2025, la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2025 e al Piano Strategico 2026-2030 dell’azienda.

Il gruppo registra solidi risultati finanziari 2025, “ben oltre la guidance“, viene spiegato: i ricavi totali sono pari a 3.885 milioni di euro (+8,9% rispetto al 2024); l’EBITDA adjusted è pari a 2.969 milioni di euro (+7,8% rispetto al 2024); l’utile netto adjusted è pari a 1.422 milioni di euro (+10,3% rispetto al 2024); gli investimenti totali sono pari a 2.758 milioni di euro; l’indebitamento finanziario netto pari a 17.509 milioni di euro, ben al di sotto della guidance rivista; il dividendo 2025 pari a 0,3021 euro per azione, in crescita del 4%, in linea con la dividend policy.

Nel Piano Strategico 2026-2030 il gruppo Snam prevede investimenti pari a 14 miliardi focalizzati su tre leve strategiche: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio di partecipazioni e programma di asset rotation; i primi due come parte integrante degli obiettivi del Piano Strategico, il terzo come elemento addizionale per generare ulteriore valore per tutti gli stakeholder. In particolare: 9,2 miliardi di euro (vs 8,1 miliardi del piano precedente) per progetti legati al business del trasporto; 2,1 miliardi di euro (vs 2,0 miliardi del piano precedente) per il potenziamento dei siti di stoccaggio; 1 miliardo di euro (vs 0,8 miliardi nel piano precedente) per l’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento di OLT; 800 milioni di euro (vs 500 milioni del piano precedente) per il progetto Ravenna CCS; 240 milioni di euro per l’efficienza energetica e 140 milioni per lo sviluppo del biometano; 200 milioni di euro per avviare lo sviluppo della dorsale dell’idrogeno. Un miliardo di euro sarà dedicato all’innovazione tecnologica digitale ed energetica per aumentare l’efficienza operativa e rafforzare l’affidabilità e la flessibilità del sistema.

Investiamo 14 miliardi di euro entro il 2030 per creare un sistema energetico italiano ed europeo sempre più integrato, sicuro e competitivo“, spiega l’ad Agostino Scornajenchi, ricordando che “stiamo affrontando in modo pragmatico le sfide poste dall’attuale contesto globale, con una domanda di energia prevista in crescita nel medio-lungo termine e con il gas che continuerà a svolgere un ruolo centrale, come vettore di bilanciamento energetico fondamentale per preservare l’affidabilità e l’adeguatezza del sistema, come emerge dal nostro nuovo scenario basato sull’evoluzione tecnologica“. L’amministratore delegato assicura che il gruppo rafforzerà le infrastrutture strategiche e gestirà “in modo proattivo” il portafoglio di partecipate per “creare valore per tutti i nostri stakeholder, facendo leva sull’innovazione tecnologica, sull’esperienza delle nostre persone e su un impegno ancora più forte nella sostenibilità e nel coinvolgimento dei cittadini e delle comunità locali“. “Partiamo da basi solide – rivendica Scornajenchi -, come confermano i risultati particolarmente positivi dell’anno 2025, sostenuti da robusti ricavi regolati e da una posizione finanziaria netta migliore rispetto alla guidance comunicata. Questi solidi fondamentali sosterranno il nostro percorso verso una vera integrazione energetica“.

Chiara Troiano

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