Ue, agenda von der Leyen per competitività: Accordi commerciali, mercato unico e semplificazione

Rendersi indipendenti, rafforzando il Mercato unico, in un nuovo contesto geopolitico scosso dai conflitti e dalle politiche di Donald Trump. Per questo l’Unione europea deve cambiare, e deve farlo in fretta.  Anche a costo di procedere non a 27 ma con le “cooperazioni rafforzate”.

Alla vigilia del vertice informale di Alden Biesen, in cui i leader Ue e i Capi di Stato si ritroveranno per per cercare gli strumenti politici con cui dare nuovo slancio economico e competitivo all’Unione, Ursula von der Leyen delinea la sua agenda. Tre le aree strategiche: commercio, mercato unico e semplificazione. Perché “il nostro potere sulla scena globale dipende in larga misura dalla nostra forza sul fronte economico”, ha spiegato la presidente della Commissione intervenendo in aula a Strasburgo di fronte al Parlamento europeo. La competitività, ha ribadito, “non è solo il fondamento della nostra prosperità, ma anche della nostra sicurezza e, in ultima analisi, anche delle nostre democrazie”

Per von der Leyen è dunque indispensabile un “piano d’urgenza” perché “un’Europa competitiva può essere solo un’Europa indipendente”, anche e soprattutto dal punto di vista commerciale. “Le dipendenze rischiano di trasformarsi in armi di coercizione — ha detto —. Pertanto, dobbiamo eliminare i colli di bottiglia nelle nostre catene del valore più strategiche”. L’Ue deve allargare la “rete di partner affidabili”.  La presidente ha ricordato le intese commerciali concluse con Messico, Indonesia e Svizzera. Senza dimenticare quello che ha definito “la madre di tutti gli accordi”, quello con l’India. Ma “sono in n arrivo” altri accordi commerciali con Australia, Thailandia, Filippine ed Emirati Arabi Uniti. Allo stesso tempo, serve “un focus sul Mercato Unico. Dobbiamo demolire le barriere interne una dopo l’altra”.

Per von der Leyen è necessaria “una road map” comune per il mercato unico fino al 2028, che intende sottoporre all’approvazione dei leader Ue al Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. La tabella di marcia “includerà l’impegno ad adottare rapidamente alcune proposte chiave, tutte entro la fine del prossimo anno”. In questa ottica, la presidente annunciato per il mese prossimo il varo del cosiddetto ventottesimo regime per le imprese. “Lo chiamiamo EU Inc – ha chiarito – un unico e semplice insieme di regole che si applicheranno senza soluzione di continuità in tutta l’Unione, affinché le imprese possano operare tra gli Stati membri molto più facilmente”. Discorso analogo per il Mercato dei capitali che non a sfrutto a pieno tutte le sue potenzialità che possono essere “grandi, profonde e liquide: “questo è l’obiettivo della nostra Unione del Risparmio e Investimento. Le nostre aziende hanno bisogno di capitale. Adesso”.

Su questi temi, per la leader europea il piano A è andare avanti a 27. Ma se ciò non fosse possibile, ha ricordato, “il trattato consente una cooperazione rafforzata. Dobbiamo fare progressi e abbattere le barriere che ci impediscono di essere un vero gigante globale”. Come sull’energia. Imperativo: Abbassare i prezzi. “Le tasse che l’industria paga sull’elettricità sono 15 volte superiori a quelle sul gas. Questo è semplicemente sbagliato”, ha detto nel pomeriggio parlando ad Anversa  al Summit dell’industria europea. Per questo, è necessario completare il Mercato Unico dell’Energia. Il problema, per von der Leyen, è la mancanza di interconnessione e di reti, oltre alla “nostra dipendenza dai combustibili fossili”. “L’obiettivo è semplice – ha ribadito all’Eurocamera- l’energia pulita deve circolare liberamente in tutta la nostra Unione”. Infine, il tema dei temi, la semplificazione che deve essere l’”obiettivo fondamentale”, la “pulizia normativa a tutti i livelli”. “Abbiamo già proposto di ridurre i costi burocratici per le aziende di 15 miliardi di euro all’anno”, ha ricordato von der Leyen avvertendo però che “tutti i pacchetti omnibus devono arrivare a destinazione”. L’avvertimento è agli Stati membri: “C’è troppo ‘gold-plating’ – gli strati aggiuntivi di legislazione nazionale che rendono solo più difficile la vita delle imprese e creano nuove barriere nel nostro mercato unico”. Allora, ha avvertito, va ridotta la frammentazione.

Valentina Innocente

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