Ue-Mercosur, via libera all’accordo. La firma il 17 gennaio in Paraguay

Dopo oltre un quarto di secolo di negoziati, l’area di libero più scambio al mondo, che coprirà 700 milioni di persone tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – arriva alla firma definitiva e si avvicina alla sua effettiva realizzazione. Prima gli ambasciatori Ue e, a seguire, formalmente i Ventisette, oggi hanno adottato due decisioni che autorizzano la firma dell’Accordo di partenariato Ue-Mercosur (Empa) e dell’Accordo commerciale interinale (iTa) tra le due parti. L’Empa ha registrato il voto contrario di Francia, Polonia, Austria, Irlanda, Ungheria e l’astensione del Belgio. L’iTa ha avuto Budapest contraria e astenute Vienna e Bruxelles. Ora, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha il sostegno per volare in Paraguay – che ha da poco preso la presidenza di turno del Mercosur, succedendo al Brasile – per firmare l’accordo. La data che si sta prospettando al momento è quella del 17 gennaio.

In un momento in cui il commercio e le dipendenze vengono trasformati in armi e la natura pericolosa e transazionale della realtà in cui viviamo diventa sempre più evidente, questo storico accordo commerciale è un’ulteriore prova che l’Europa traccia la propria rotta e si propone come un partner affidabile”, ha commentato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Non vedo l’ora di partire per il Paraguay per iniziare insieme questa nuova era”, ha aggiunto.

Soddisfatto anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, secondo cui l’accordo è “positivo per l’Europa” perché “apporta benefici concreti ai consumatori e alle imprese europee; è importante per la sovranità e l’autonomia strategica dell’Ue: con questo accordo l’Ue sta plasmando l’economia globale; rafforza i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e le garanzie per gli agricoltori europei; dimostra che le partnership commerciali basate su regole sono vantaggiose per tutte le parti”. In sostanza, per Costa, “oggi è una buona giornata per l’Europa e per i nostri partner del Mercosur”.

A sostegno delle due decisioni è andato il voto di Roma. “Abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema italiano industriale e agricolo ma che per alcuni settori rappresentava criticità”, ha commentato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida che ha celebrato il risultato ottenuto oggi “di abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia dall’8% al 5%, e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all’ingresso nell’Unione europea”. Dunque, “gli agricoltori avranno un meccanismo di protezione più efficace qualora vi fossero perturbazioni sui prezzi dei prodotti agricoli e potranno contare su una applicazione effettiva del principio di reciprocità”, ha precisato.

Quello a cui fa riferimento il ministro è il cosiddetto freno d’emergenza. La misura prevede che per i prodotti sensibili – come la carne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo, zucchero – la Commissione faccia una indagine nel caso di aumento del 5% delle importazioni o di un calo del 5% dei prezzi all’importazione. Se dall’indagine emergesse un rischio per il mercato Ue, la Commissione potrà revocare l’annullamento dei dazi e reimpostare i precedenti. Inizialmente la soglia era stata fissata all’8% da Paesi membri e Parlamento, ma è stata abbassata oggi su richiesta dell’Italia.

L’accordo permetterà alle aziende europee di accedere a un mercato di 270 milioni di persone e rimuoverà circa il 91% degli attuali dazi – attualmente sono al 35% sui ricambi di auto, al 20% sui macchinari, al 18% sulla chimica, al 18% sulla farmaceutica, ad esempio – e il 92% di quelli sull’export del Mercosur nel mercato unico (tra cui carne bovina, pollame e zucchero), portando a un risparmio stimato di 4 miliardi annui per gli esportatori europei. “Rafforzerà inoltre la nostra sicurezza economica proteggendo e diversificando le nostre catene di approvvigionamento, anche nel settore delle materie prime essenziali. Creerà enormi opportunità commerciali, aprendo opportunità di esportazione per miliardi di euro non solo per le 30 mila Pmi” sulle 60 mila aziende europee “che già esportano nella regione, ma anche per le numerose aziende per le quali l’accordo aprirà nuovi mercati di esportazione, sostenendo così centinaia di migliaia di posti di lavoro in Europa”, ha commentato un portavoce della Commissione.

L’accordo ha portato i trattori e il settore agricolo in piazza. Su questo punto, la Commissione, attraverso un suo portavoce, è tornata a sottolineare che “l’accordo offre nuove opportunità, con un potenziale aumento del 50% delle esportazioni agroalimentari dell’Ue verso la regione e la protezione dei prodotti alimentari e delle bevande tradizionali (IG) di alta qualità dell’UE dalle imitazioni”. Tra queste anche 58 IG italiane: dall’Aceto balsamico di Modena al Gorgonzola, dalla Mozzarella di Bufala Campana al Parmigiano Reggiano, passando per il Pecorino Romano al pomodoro S. Marzano, fino al Prosciutto di Parma, il San Daniele, la Grappa e oltre 30 vini: dal Barolo al Chianti, dal Lambrusco al Prosecco.

Il percorso non si conclude, però, oggi. Gli accordi richiederanno l’approvazione del Parlamento europeo prima di poter essere formalmente conclusi dal Consiglio e sarà, inoltre, necessaria la ratifica di tutti gli Stati membri dell’Ue affinché l’Empa entri in vigore, andando a sostituire l’iTa che sarà effettivo nel frattempo.

Elena Fois

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