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Ue valuta obbligo scorte minime jet fuel. Ma chiarisce: “Non c’è carenza, voli cancellati per costi”

La stagione turistica estiva è minacciata dalla carenza di jet fuel causata dalla crisi in Medio Oriente. L’Unione Europea corre ai ripari, sia per quanto riguarda i costi sia per l’approvvigionamento, perché “al di là della crisi attuale, dobbiamo anche essere pronti a futuri impatti”, chiarisce il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikosta. I ministri dei Trasporti si sono riuniti in videoconferenza per valutare la situazione e decidere come muoversi. Si fa strada l’idea di avere una soglia di scorte minime per il jet fuel che obblighi gli stati membri a detenere una riserva di emergenza minima. L’Ue già detiene delle scorte di emergenza, ma queste “verranno immesse sul mercato solo se necessario”, chiarisce Tzitzikostas.

Il commissario anticipa che domani verrà annunciata la creazione di un nuovo osservatorio per i carburanti che verificherà i livelli e gli approvvigionamenti per il combustibile a partire dal jet fuel. Ma, in ogni caso, la parola d’ordine è “coordinamento”, con misure comuni a livello Ue per proteggere il mercato interno.

Essere pronti, quindi, ma senza creare allarmismo, soprattutto per evitare di danneggiare il settore del turismo. “L’Europa è pronta ad accogliere tutti i turisti”, è il messaggio che vuole far passare Tzitzikostas. “Ovviamente non posso prevedere che cosa succederà nei prossimi tre, quattro, cinque mesi in Medio Oriente, ma quello che posso dirvi, invece, è che ci sono i diritti dei passeggeri che coprono o che vengono garantiti ai nostri turisti. Ci sono le regole sui diritti dei passeggeri e queste protezioni valgono per tutti i voli che partono da un aeroporto europeo, indipendentemente dalla linea aerea, e voli che arrivano nell’Unione Europea operati da un vettore europeo. Quindi, in caso di cancellazione di volo o di grossi ritardi, i passeggeri hanno diritto ad avere assistenza, informazioni e poi la scelta fra essere rimborsati o riprotetti su un’altra rotta per la destinazione finale. Quindi, a meno che non ci siano circostanze eccezionali, un passeggero ha il diritto ad essere ricompensato, a ottenere un indennizzo dalla linea aerea”, spiega. Ma, ci tiene a precisare, la cancellazione dei voli, a oggi, non dipende dalla carenza di jet fuel, ma dai prezzi elevati: “Come sapete, fin dall’inizio della crisi in Medio Oriente, il prezzo del cherosene è più che raddoppiato. E questo ha portato molte compagnie aeree a ridurre i voli, a tagliare alcuni collegamenti perché, a livello finanziario, mantenere queste rotte non aveva alcun senso. Rotte che erano appena redditizie non lo erano più. Quindi, la cancellazione di alcuni voli e di alcune rotte non ha niente a che vedere con la presunta carenza di carburante aereo; è collegata direttamente ai prezzi. E non ci sono indicazioni, a tutt’oggi, secondo cui ci saranno cancellazioni massicce di voli nel settore aereo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

Valentina Innocente

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