Circa una settimana fa, fonti citate da Argus avevano indicato flussi nell’ordine di 5,5 milioni di barili al giorno. Riad non ha invece ancora diffuso una valutazione ufficiale dei danni: secondo le fonti, tre delle 11 stazioni di pompaggio sarebbero state colpite, una delle quali in modo significativo, mentre la condotta non avrebbe riportato danni. Secondo Abdulaziz, la rapidità con cui è stato possibile ripristinare il servizio è legata soprattutto “alla politica saudita di localizzazione delle competenze e delle forniture industriali”. La capacità di intervenire rapidamente sulle infrastrutture avrebbe quindi consentito di riportare in funzione la linea in pochi giorni nonostante i danni provocati all’apparato di pompaggio. Prima della guerra tra Stati Uniti e Iran, attraverso la condotta transitavano normalmente tra 1,5 e 2 milioni di barili al giorno destinati a rifornire raffinerie, centrali elettriche e impianti di desalinizzazione lungo la costa saudita del Mar Rosso. Il ripristino dei flussi rappresenta quindi un elemento rilevante anche per la sicurezza degli approvvigionamenti interni.
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