La produzione di petrolio e gas sulla piattaforma continentale norvegese potrebbe subire un forte calo dopo il 2030 in assenza di nuove scoperte significative. È quanto emerge dal ‘Rapporto sulle risorse 2026’ della Direzione norvegese della piattaforma continentale (Sokkeldirektoratet), secondo cui le risorse restano ingenti ma stanno crescendo troppo lentamente per consentire di mantenere nel lungo periodo gli attuali livelli produttivi. Le risorse residue sulla piattaforma continentale norvegese sono stimate in circa 7 miliardi di metri cubi standard equivalenti di petrolio, a fronte di circa 9 miliardi di metri cubi già prodotti e consegnati. Circa la metà delle risorse residue non è ancora stata individuata. La produzione, osserva la Direzione, diminuisce naturalmente con l’esaurimento dei giacimenti e per mantenerla è necessario continuare a investire in nuovi pozzi, esplorazione e tecnologie per aumentare il recupero. Il problema è soprattutto il ritmo delle nuove scoperte. Secondo il rapporto, negli ultimi dieci anni la crescita media delle risorse è stata di appena 50 milioni di metri cubi l’anno, un livello troppo basso per compensare la produzione. I giacimenti scoperti negli ultimi anni, sottolinea la Direzione, sono troppo piccoli per sostituire la produzione dei grandi campi già in esercizio.
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