E’ sempre più emergenza siccità: scomparsi i grandi fiumi d’Italia

L’Italia non ha più grandi fiumi: resta largamente insufficiente, infatti, la portata del Po che, pur godendo di un leggero incremento nel tratto iniziale, permane abbondantemente sotto il minimo storico mensile nel tratto lombardo-emiliano, toccando, nel rilevamento finale a Pontelagoscuro, la portata di 604,23 metri cubi/secondo, inferiore di ben il 14% rispetto ai valori minimi del periodo. A certificarlo sono l’Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) e l’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po (Adbpo). Negli ultimi 30 giorni, infatti, le sezioni principali del Po hanno registrato valori di portata media prossime o inferiori al precedente minimo nel periodo 1991-2020. Le condizioni più critiche sono state registrate proprio nella sezione di Piacenza, Cremona e di Pontelagoscuro dove si registrano condizioni idrologiche di siccità estrema. E non se la passano meglio i grandi laghi, regolati per rilasciare valori di portata prossimi o pari al minimo deflusso. Il riempimento del Lago Maggiore è al 44,9%, quello del Lago di Como al 21,2%. L’Iseo è al 17,9%, l’Idro al 43,4% e il Garda al 38,6%.

Negli ultimi giorni da più parti si è parlato dei dissalatori come strumento per affrontare il problema della siccità, ma come ricorda Francesco Vincenzi di Anbi, “possono essere una soluzione per emergenze localizzate, non certo risolutivi per un fattore esteso quale la siccità penalizzante l’agricoltura e l’ambiente in un territorio come quello italiano”. E’ pensabile risolvere il problema, dissalando l’acqua del mare? “I costi metterebbero fuori mercato il made in Italy agroalimentare – aggiunge Massimo Gargano, direttore generale di AnbiInsieme all’efficientamento della rete idraulica e all’ottimizzazione dell’utilizzo irriguo, non è più logico creare le condizioni per trattenere e trasferire le acque di pioggia, migliorando al contempo l’ambiente attraverso una rete di laghetti multifunzionali ad iniziare dal riutilizzo delle migliaia di cave abbandonate?”.

Elena Fois

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