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Houthi attaccano petroliere nel Mar Rosso. Trump: “Sto valutando attacco enorme contro Iran”

Il conflitto in Medioriente sta infiammando sempre di più la regione. Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato l’attacco a due petroliere saudite nel Mar Rosso, Encelia e Layla, “per aver violato il blocco imposto dalle forze armate”, come riferisce il portavoce militare. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato ulteriori attacchi contro obiettivi militari statunitensi in Kuwait e hanno affermato che un’esplosione ha incendiato una petroliera nello Stretto di Hormuz, dopo che questa aveva tentato di transitare attraverso una rotta non autorizzata. L’Iran ha lanciato quattro missili verso la Giordania, tre dei quali sono stati intercettati, mentre gli attacchi statunitensi – per la dodicesima notte consecutiva – hanno ucciso due persone tra Iraq e Iran.

Nonostante gli attacchi, il traffico marittimo nel Mar Rosso è rimasto stabile. Intorno alle 16, 18 navi mercantili avevano attraversato lo stretto passaggio che separa il Mar Rosso dal Golfo di Aden, rispetto alle 26 totali dell’intera giornata di mercoledì, come riferisce Kpler. La giornata complessa ha spinto alle stelle il prezzo del petrolio, che ha superato i 100 dollari al barile

Dopo l’attacco alle petroliere, il presidente Usa, Donald Trump, ha lanciato un avvertimento agli Houti: “se dovessero ripetere un gesto simile, gli Stati Uniti riterranno l’Iran responsabile” e “infliggeranno pesanti sanzioni militari” a Teheran. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha alzato l’asticella. Interrogato sui funzionari iraniani che hanno descritto la loro politica militare con gli Stati Uniti come “occhio per occhio”, ha affermato che l’approccio del presidente americano Donald Trump è “testa per occhio”. Parlando con Axios, il presidente repubblicano ha spiegato che sta valutando seriamente la possibilità di riprendere importanti operazioni militari contro l’Iran, inclusi attacchi di portata maggiore rispetto a quelli condotti durante l’Operazione Epic Fury. “Sto valutando un attacco massiccio. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti”, ha affermato il presidente. Secondo Trump Israele “si unirebbe in due minuti se glielo chiedessi”, ma ha aggiunto che “non abbiamo bisogno di nessuno” per lanciare una nuova operazione contro l’Iran.

Intanto la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato per fermare la guerra del presidente Donald Trump in Iran senza l’approvazione del Congresso. Si tratta di una nuova presa di posizione dei legislatori contro la gestione del conflitto da parte del presidente. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici a favore del provvedimento, presentato dalla deputata democratica Pramila Jayapal. Il voto è stato di 214 a 208, ma anche se venisse approvata dal Senato, la risoluzione non obbligherebbe l’amministrazione a porre fine alla guerra. Le risoluzioni congiunte, che non vengono presentate al presidente per la firma o il veto, non hanno infatti valore di legge.

Il Senato voterà giovedì in merito a una propria iniziativa per limitare i poteri di Trump in materia di guerra in Iran. E’ la seconda volta che la Camera dei Rappresentanti vota per limitare la capacità del presidente di continuare a condurre la guerra, ma la prima dopo il fallimento del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.

Valentina Innocente

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