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In Ue rinnovabili da record nel 2024. Sale la domanda di gas ma resta al -20% sul 2021

Rinnovabili da record e domanda di gas inferiore del 20% rispetto al 2021. E’ la fotografia scattata dal report della Direzione generale per l’Energia della Commissione europea. I dati sul mercato elettrico confermano il continuo progresso nella produzione di energia pulita, con quote record (47%) nel mix energetico e una crescita “significativa” nel 2024 di +93 TWh che, “con il nucleare e l’elevata generazione idroelettrica, i prezzi del gas più bassi, specie nella prima metà dell’anno, e la domanda moderata, ha sostenuto prezzi medi all’ingrosso dell’elettricità più bassi dal 2021“, si legge.

In particolare, il solare ha raggiunto un nuovo massimo nel 2024, aumentando del 19% (+38 TWh), mentre le centrali idroelettriche hanno migliorato la loro produzione del 13% (+43 TWh). Altre capacità installate (+59 GW) hanno supportato livelli più elevati di generazione di energia rinnovabile nel 2024. Al polo opposto c’è la generazione annuale da fossile “che è calata del 10% nel 2024”. In totale, la produzione da carbone è scesa del 27% (-54 TWh) e quella a gas a minore intensità di Co2 del 25% (-30 TWh).

I prezzi all’ingrosso e al dettaglio dell’elettricità hanno continuato a essere “inferiori rispetto allo stesso periodo del 2023”, con una media registrata dall’European Power Benchmark di 74 euro/MWh nel 2024 (-22%) e i prezzi al dettaglio dell’elettricità per le famiglie nelle capitali dell’Ue scesi del 7% sul 2023 (242 euro/MWh).

Per il gas, le cifre del periodo ottobre-dicembre – complice il clima più freddo – mostrano “un aumento trimestrale dell’8% su base annua, il primo di questo tipo dal secondo trimestre del 2021“. Tuttavia, la domanda complessiva nel 2024 è rimasta inferiore del 20% rispetto ai livelli del 2021. Anche la produzione interna dell’Ue è cresciuta del 7% su base trimestrale e dell’1% su base annua. Le importazioni totali sono salite del 9% insieme alle sue componenti: da gasdotto +2% e di gas naturale liquefatto (Gnl) +24%. Su base annua, “le importazioni di gas sono diminuite del 6%” e nell’ambito delle importazioni complessive, quelle di Gnl hanno subito “un calo maggiore, pari al 13%”, mentre quelle via gasdotto sono rimaste relativamente stabili (-1%).

I prezzi nel trimestre hanno proseguito la tendenza al rialzo iniziata nel trimestre precedente“, con il prezzo medio del gas all’ingrosso salito del 21% trimestre su trimestre, raggiungendo i 43 euro/MWh, ma rimanendo invariato rispetto allo stesso trimestre del 2023. Il prezzo al dettaglio del gas è aumentato del 2% su base trimestrale, raggiungendo i 106 euro/MWh, ma è sceso del 3% su base annua, osserva il rapporto. Rispetto al 2023, la produzione interna di gas è calata del 15%, le importazioni totali di gas del 6%, di Gnl del 16% e l’import via gasdotto del 2%. E rispetto al 2022, i cali sono ancora più marcati: produzione -32%, importazioni totali -18%, di Gnl -14%, dai gasdotti -21%.

L’unico dato non in contrazione è il consumo totale di gas dell’Ue che nel 2024 è rimasto “praticamente invariato” sul 2023 (+2 bcm, 332 bcm). Il prezzo medio all’ingrosso (35 euro/MWh) è diminuito del 16% rispetto al 2023 e del 26% rispetto al 2022. Il prezzo al dettaglio (104 euro/MWh) è sceso dell’8% sul 2023, “ma è ancora superiore dell’81% rispetto al 2021, l’ultimo anno prima dell’invasione russa dell’Ucraina”. Infine, la Norvegia e gli Stati Uniti sono i primi fornitori dell’Ue: la prima via gasdotto (50%) e i secondi per il Gnl (45%). A livello globale, l’Ue è il maggiore importatore di Gnl al mondo con una quota del 20%, seguita da Cina (19%) e Giappone (16%).

dario.borriello

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