La lince balcanica a rischio estinzione: ne rimangono meno di 50 esemplari

Dai Balcani occidentali si alza un grido di allarme per la biodiversità globale. La lince balcanica rischia di scomparire definitivamente dal continente europeo. “Se non riusciamo ad aumentare il suo numero e la sua distribuzione molto rapidamente, lo perderemo per sempre“, avverte Manuela von Arx, scienziata della fondazione svizzera per la fauna selvatica Kora, che sta sponsorizzando un programma di salvataggio regionale.

Lynx lynx balkanicus‘ (questo il nome scientifico della lince balcanica) vive tra le montagne della catena delle Alpi Dinariche, tra Albania, Kosovo e Macedonia del Nord, ed è uno mammiferi più minacciati al mondo. Un rapporto del Balkan Lynx Recovery Programme ha reso noto che le 151 foto-trappole sparse in tutta la penisola hanno ripreso nel 2021 una sola lince balcanica in Kosovo, 4 in Albania e 5 in Macedonia del Nord: secondo gli esperti, in quest’area-chiave per la sopravvivenza della specie sono rimasti in vita tra i 30 e i 50 esemplari della sottospecie di lince eurasiatica protetta da tutte le convenzioni internazionali sulla fauna selvatica.

L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) considera l’animale in “pericolo critico” dal 2015: si tratta dell’ultimo stadio prima dell’estinzione in natura. Bracconaggio, caccia intensiva delle prede, degradazione dell’habitat naturale e deforestazione estensiva sono le cause della rapida scomparsa della lince balcanica. Cent’anni fa si trovavano popolazioni di questo animale anche in Slovenia, ma già allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale era a rischio di estinzione. Nel 1949 la Jugoslavia di Tito ne vietò la caccia e furono istituite riserve naturali per il popolamento anche in Albania. In circa 30 anni il numero crebbe fino a 300, oltre ai 200 esemplari in Albania (la soglia minima per la sopravvivenza della specie), prima di arrivare ai tragici anni Novanta, con la violenta dissoluzione della Jugoslavia e il collasso dello Stato albanese: il bracconaggio tornò in auge e ancora oggi si possono trovare di frequente linci balcaniche impagliate nelle case di montagna.

Negli ultimi anni, Albania, Kosovo e Macedonia del Nord hanno unito le forze in un Programma di recupero della lince balcanica (Blrp), con il sostegno di fondazioni straniere come Kora, Euronatur e Mava. I tre Paesi dei Balcani occidentali hanno “creato nuove aree di protezione dove la lince è presente e dove può riprodursi“, ha spiegato Aleksandër Trajçe, responsabile del programma. Rimane centrale il continuo tracciamento degli esemplari ancora in vita: gli esperti – come l’Ong per la Protezione e la conservazione dell’ambiente naturale in Albania (Ppnea) e la Società ecologica macedone – sono in grado di identificare gli animali dalle foto-trappole, grazie alle sottili differenze negli occhi a mandorla, il manto maculato e le orecchie affusolate tra un individuo all’altro. Ma è anche cruciale il lavoro dei governi sulla sensibilizzazione dei residenti e l’educazione dei cacciatori al rispetto delle legislazioni nazionali, che da anni vietano e puniscono penalmente la caccia di questo animale ormai a rischio estinzione.

Chiara Troiano

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