DONALD TUSK PRIMO MINISTRO POLONIA, EMMANUEL MACRON PRESIDENTE FRANCIA, FRIEDRICH MERZ CANCELLIERE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, KEIR STARMER PRIMO MINISTRO INGLESE
Spesa per la difesa, Nato ‘più europea’ e strenuo sostegno all’Ucraina. Sono questi i punti su cui hanno dibattuto oggi a Berlino i leader del formato E5 (Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito), riunitisi per coordinare le posizioni in vista del prossimo vertice della Nato in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio 2026. Al summit ha preso parte in collegamento da Washington anche il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte.
I leader hanno espresso un ringraziamento unanime al primo ministro britannico Keir Starmer per l’apporto fornito, in quella che ha rappresentato la sua ultima apparizione ufficiale a un vertice internazionale prima dell’entrata in vigore delle sue dimissioni.
Nel quadro delle attuali minacce globali, l’E5 ha riaffermato l’impegno incrollabile verso il legame transatlantico e il ruolo vitale degli Stati Uniti, manifestando la forte determinazione a costruire “un’Europa più forte in una Nato più forte” attraverso una strategia comune strutturata su cinque aree prioritarie. Il primo punto riguarda la leadership europea e il bilanciamento delle spese per la difesa. I leader si sono impegnati ad assumere maggiori responsabilità per la sicurezza comune in stretto coordinamento con Washington, facendo il punto sui progressi dell’impegno per gli investimenti della difesa siglato all’Aia. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha illustrato la posizione condivisa: “Ci impegniamo insieme per una NATO che sia forte e unita per preservare la sicurezza nell’area euro-atlantica. Vogliamo rinnovare l’Alleanza, valorizzando il nostro pilastro europeo”, annunciando l’intenzione di aumentare la spesa tedesca per la difesa al 3,5% del PIL già entro il 2029. Sul punto, Keir Starmer ha confermato che il Regno Unito attuerà il maggiore incremento di fondi dalla Guerra Fredda, aggiungendo che “è ora di spingere avanti questo punto per rafforzare la leadership europea e le capacità sovrane”. La premier italiana Giorgia Meloni ha evidenziato come l’Europa debba muoversi verso una componente interna più solida: “L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza in un’ottica di complementarietà con la colonna americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando una robusta base industriale europea”. Anche il polacco Donald Tusk ha ricordato che la Polonia spende già il 7% del proprio PIL, auspicando uno sforzo generalizzato: “Credo che tutti dovrebbero fare di più. Difenderemo i legami transatlantici, anche se qualche politico non sempre li apprezza”.
In tema di sicurezza collettiva e deterrenza, l’E5 ha concordato di rafforzare la postura dell’Alleanza secondo un approccio a 360 gradi contro la minaccia russa e il terrorismo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso la volontà di agire in questa direzione: “Siamo molto uniti e vogliamo consolidare il pilastro della Nato. Come europei vogliamo elaborare soluzioni comuni per aumentare la nostra capacità di deterrenza”. Per garantire prontezza operativa, i cinque Paesi intensificheranno la cooperazione industriale su difesa aerea, droni, intelligenza artificiale e attacchi di precisione in profondità, sbloccando capitali privati tramite nuovi meccanismi finanziari per colmare i gap di capacità.
La gestione del conflitto in Ucraina rappresenta la più importante area di impegno. Focus quindi sul supporto militare ed economico, con particolare attenzione alla resilienza energetica di Kiev. Su questo punto, ha ricordato Meloni, “l’Italia continua a essere impegnata” perché rappresenta “un fronte decisivo che il presidente Zelensky ha rimarcato anche nei giorni scorsi durante il G7 e il Consiglio europeo”. La premier ha comunque ribadito l’impegno per una pace giusta “che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita”. Durante i colloqui, Starmer ha osservato che “l’Ucraina è sempre più in grado di respingere la Russia sul campo di battaglia. Ci sono segnali chiari che la Russia sta perdendo, lentamente, e la sua economia comincia ad averne le ripercussioni”. Il cancelliere Merz ha annunciato una nuova promessa di finanziamento specificando che “il messaggio alla Russia sarà che l’Ucraina rimarrà forte e il sostegno dell’Europa non cederà”. Rispetto alle evoluzioni diplomatiche, i leader hanno dichiarato il proprio supporto a proposte per un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, con la partecipazione attiva di Stati Uniti ed Europa. “ Speriamo che Mosca tragga la conclusione: è tempo di entrare nei colloqui di pace”, ha chiosato Merz.
L’ultimo punto definisce una posizione comune sul Medio Oriente. I leader hanno accolto con favore il Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran ottenuto sotto la guida del presidente Donald Trump. Meloni lo ha definito “un segnale molto positivo”, aggiungendo però che “il contesto resta precario ed è necessario compiere ogni sforzo per consolidare il quadro”, ponendo l’accento sul dossier nucleare e sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. L’E5 ha ribadito l’imperativo che l’Iran non possieda mai armi nucleari e ha riaffermato la libertà di navigazione a Hormuz, confermando l’impegno a partecipare a una missione militare multinazionale guidata da Regno Unito e Francia. Macron ha condizionato la partecipazione francese alla fine delle ostilità nella regione: “Bisogna definire le condizioni, quindi significa anche che devono terminare le ostilità e cercare di avere una pace duratura in Libano, mantenendo la sua piena sovranità”. La missione svolgerà un ruolo chiave nel rassicurare i trasporti commerciali e nel riaprire in sicurezza lo Stretto, anche attraverso la verifica dello sminamento.
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