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Mattarella avverte: “La Russia vuole ridefinire con la forza i confini dell’Europa”

Nulla avviene per ‘caso’ e nessun problema si risolve con la forza. Il discorso che Sergio Mattarella tiene alla 18esima Conferenza degli ambasciatori d’Italia è carico di significato. Le evoluzioni delle tensioni, dall’Ucraina al Medio Oriente, al Sahel, Corno d’Africa, Asia orientale, ma anche America Latina e Caraibi, richiedono uno sforzo massimo alla diplomazia, ovvero professionisti che nei momenti più delicati della storia cercano “spazi di dialogo”.

Il presidente della Repubblica si concentra particolarmente su quello che da quasi quattro anni, ormai, accade sul confine a est dell’Europa, dove la Russia prosegue l’aggressione all’Ucraina “con vittime e immani distruzioni, e con l’aberrante intendimento, malgrado gli sforzi negoziali in atto, di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa”. Una situazione inaccettabile e inammissibile sin dai tempi della Conferenza di Helsinki, cinquant’anni fa.

L’ordine mondiale così come lo abbiamo conosciuto fino ai giorni nostri è sotto attacco e mostra “crepe sempre più estese e profonde”, di questo ne è ben consapevole il capo dello Stato, che indica due vie d’uscita in una “situazione internazionale imprevedibile e, per qualche aspetto, sorprendente” che “provoca disorientamento” nelle comunità. “Nel contesto attuale è possibile essere protagonisti puntando su due ambiti, quello multilaterale e quello degli organismi sovranazionali, come l’Unione europea, che possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria per evitare di ricadere in ambizioni velleitarie”, sottolinea Mattarella. Per questo motivo ritiene “a dir poco singolare che, mentre si affacciano, in ambito internazionale, esperienze dirette a unire Stati e a coordinarne le aspirazioni e le attività, si assista a una disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione europea” addirittura “alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e per i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e con l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva, se non addirittura nemica della libertà”.

L’Ue, così come il multilateralismo, invece, sono potenziali argini ai tentativi in atto di affermazione da parte di “inediti ma opachi centri di potere, di fatto sottratti alla capacità normativa e giurisdizionale degli Stati sovrani e degli organismi sovranazionali”. Anche usando la disinformazione in quella che ormai viene definita come la ‘guerra ibrida’, combattuta soffiando sul fuoco di crisi globali come cambiamento climatico, disuguaglianze economiche, crisi energetiche e povertà diffusa, per disorientare i popoli e abbatterne le difese istituzionali diplomatiche.

In questo scenario ci sono poi transizioni e grandi trasformazioni, anche tecnologiche, da gestire. Dunque, “oggi, forse ancor più che nel recente passato, è indispensabile disporre di una diplomazia, competente e ben formata”, avverte Mattarella. Perché “paradossalmente, l’evoluzione tecnologica degli armamenti e l’uso dell’intelligenza artificiale espongono a rischi accresciuti”. Il presidente della Repubblica si sofferma sul tema, con un passaggio forte ma molto ben calibrato: “Penso sia molto sottile il crinale tra l’illusione del dominio infallibile delle intelligenze artificiali e la prevalenza definitiva della stupidità naturale, che purtroppo, come noto nell’aforisma, attribuito ad Albert Einstein, può tendere all’infinito”.

Altro punto cruciale del suo discorso agli ambasciatori riguarda le tensioni economiche e commerciali, “con la diffusione di politiche e strumenti che puntano a rafforzare artificiosamente il proprio Paese a scapito degli altri”. Ovvero: “Sovraccapacità produttiva, dumping, dazi, dominio delle catene di approvvigionamento e coercizione economica, solo per citare alcune tra le distorsioni più significative, nuocciono a un mondo pacifico e interdipendente”. Mentre la strada del progresso, mette in guardia, “è soltanto quella del rafforzamento della collaborazione. L’alternativa porta ad avvolgersi nella spirale dell’instabilità”.

Mattarella cita il Mediterraneo e la centralità del nostro Paese in questo crocevia mondiale: “La nostra economia è legata ai flussi globali; la nostra società è aperta al mondo; la nostra evoluzione politica ha tratto beneficio dalla costruzione europea, dalle istituzioni multilaterali, dalla cooperazione”. Ma “è evidente che è in atto un’operazione, diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni”. Per questo “non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori”. Dunque, più diplomazia, anzi, “poli-diplomazia” per affrontare l’epoca delle “poli-crisi”: questo è il messaggio del capo dello Stato.

dario.borriello

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