Spengler, dal Brasile il francescano in lotta contro la crisi ecologica

Jaime Spengler (Brasile), 64 anni – Arcivescovo metropolita di Porto Alegre dal 2013, il cardinale è un francescano dell’ordine dei frati minori, presidente del Celam, il consiglio episcopale dell’America Latina e della Cnbb, la conferenza episcopale brasiliana.

E’ stato ordinato vescovo il 20 agosto 2011 e creato cardinale da Papa Francesco nel suo ultimo concistoro, il 7 dicembre 2024. Ha studiato filosofia e teologia in Brasile, teologia a Gerusalemme. Ha un dottorato di ricerca nella Pontificia Università Antonianum di Roma e dal 2000 al 2003 è stato vice-rettore e professore dell’Istituto Filosofico São Boaventura di Campo Largo (2000–2003).

Il cardinale brasiliano è una delle voci più attive nella Chiesa latinoamericana in materia di ecologia integrale. “Il pianeta terra ci chiede aiuto. Il rispetto nei confronti dell’ambiente è necessario: la terra non è frutto dell’opera dell’uomo, per questo è necessario averne cura e dedicargli attenzione. Come ci dice Papa Francesco, dobbiamo chiederci che mondo vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli”, osserva durante il Sinodo sulla sinodalità a ottobre del 2024.

In occasione del lancio della campagna ‘La vita è appesa a un filo’ per proteggere gli attivisti dei diritti umani e ambientali in America Latina, Spengler denuncia che “il sangue di centinaia di leader assassinati in America Latina e nei Caraibi chiede giustizia e noi non possiamo rimanere indifferenti. Abbiamo il dovere di assisterli nei loro sforzi e di denunciare la cultura della morte”. “Viviamo in un mondo ferito”, ribadisce durante il Congresso Eucaristico Internazionale di Quito, dall’8 al 15 settembre del 2024. “Accanto alla ferita della povertà e della fame per molti, la crisi ecologica è forse l’altra grande ferita del mondo. Una ferita che siamo invitati a curare perché siamo il ponte tra Dio e il mondo, siamo anche responsabili del destino della creazione”.

Spengler incarna la visione di una Chiesa “più vicina alla gente, più semplice, più povera”, come auspicato da Papa Francesco. Il suo impegno per l’ambiente si inserisce in una prospettiva più ampia di giustizia sociale, solidarietà e cura della “casa comune”.

mariaelena.ribezzo

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