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Ucraina-Mosca: Nessun progresso immediato da negoziati. E Kiev si appella a Trump

Nessuna soluzione “immediata” all’orizzonte: il Cremlino ha escluso una soluzione a breve termine del conflitto armato in Ucraina, a seguito dei nuovi e infruttuosi colloqui russo-ucraini di ieri a Istanbul. Sebbene l’esercito russo, più numeroso e meglio equipaggiato, sia in vantaggio sul campo, Kiev accusa da mesi la Russia di bloccare i negoziati di pace, dopo che ieri Mosca ha respinto la richiesta di tregua incondizionata, ritenendo che ciò avrebbe permesso all’Ucraina di recuperare le forze con l’aiuto dei suoi alleati. “Sarebbe sbagliato aspettarsi decisioni e progressi immediati“, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov. “La questione della risoluzione è estremamente complessa e comporta molte sfumature”, ha aggiunto, ricordando che l’obiettivo principale di Mosca era “eliminare le cause profonde del conflitto” per raggiungere la pace.

Mosca sta subordinando la cessazione dei combattimenti alla risoluzione di queste “cause profonde”: ovvero lo status dei territori ucraini che rivendica di annettere e il desiderio di Kiev di aderire alla Nato, che Mosca presenta come una minaccia esistenziale. Dal suo lancio nel febbraio 2022, l’offensiva su larga scala della Russia in Ucraina (il peggior conflitto armato in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale) ha causato almeno decine di migliaia di vittime, tra civili e militari, se non centinaia di migliaia. E gli sforzi diplomatici avviati a metà febbraio dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine al conflitto non sono riusciti a mettere a tacere le armi.

Si è infatti concluso con un ennesimo nulla di fatto il secondo round di negoziati diretti tra Mosca e Kiev in Turchia avvenuto ieri. Il colloquio è durato un’ora e dieci minuti appena, al Palazzo Čiragan di Istanbul, ma è stato preceduto da due ore e mezza di faccia a faccia tra i capi delle due rispettive delegazioni, il consigliere presidenziale russo Vladimir Medinskij e il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov.

Di fatto, russi e ucraini hanno concordato di scambiare tutti i prigionieri di guerra di età inferiore ai 25 anni o gravemente feriti. Umerov ha anche indicato che Mosca e Kiev si sarebbero scambiate “6.000 contro 6.000” salme di soldati caduti in combattimento, circostanza confermata dal negoziatore russo Vladimir Medinsky, il quale, tuttavia, ha affermato di non sapere quanti resti fossero in possesso degli ucraini. La Russia, tuttavia, ha nuovamente respinto la proposta di un cessate il fuoco incondizionato, secondo Kiev. Mosca ritiene che tale iniziativa consentirebbe all’Ucraina di riarmarsi attraverso la fornitura di armi occidentali prima della ripresa delle ostilità. Medinsky, tuttavia, ha indicato di aver offerto all’Ucraina un cessate il fuoco parziale di “due o tre giorni” su alcune sezioni del fronte. Questa proposta è stata criticata da Volodymyr Zelensky: “l’intero scopo di un cessate il fuoco è innanzitutto impedire che le persone muoiano”, ha scritto su X. “Per loro, è solo una breve pausa nella guerra”, ha lamentato.

La delegazione russa ha anche consegnato agli ucraini un memorandum sui “modi per stabilire una pace duratura” e “i passi da compiere per raggiungere un cessate il fuoco globale”, ha affermato il negoziatore russo. Secondo questo memorandum, pubblicato dalle agenzie di stampa russe, Mosca chiede a Kiev di ritirare le sue truppe dalle quattro regioni ucraine che la Russia afferma di aver annesso prima che possa essere raggiunto un cessate il fuoco globale. Infine, l’Ucraina ha indicato di aver inviato a Mosca un elenco di centinaia di bambini ucraini che Kiev sostiene siano stati “deportati” dalla Russia e di cui esige il rimpatrio. Un primo ciclo di colloqui in Turchia il 16 maggio aveva già portato a uno scambio di prigionieri di 1.000 persone per parte, senza tuttavia portare a un cessate il fuoco.

Al termine dei colloqui, l’Ucraina ha proposto un nuovo incontro con la Russia “tra il 20 e il 30 giugno”, ha dichiarato Umerov. Ieri sera, anche il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha nuovamente proposto un vertice tra i presidenti russo, ucraino e americano “a Istanbul o ad Ankara”. Nessun rappresentante americano ha partecipato ai colloqui di lunedì, come precisa un portavoce del Dipartimento di Stato Usa. Tuttavia, il Presidente Donald Trump rimane “pronto” a visitare la Turchia, secondo la sua portavoce Karoline Leavitt. E i delegati dei quattro “volenterosi” europei, compresa l’Italia, hanno incontrato soltanto la delegazione ucraina. In questo scenario Kiev ha chiesto a Washington e ai suoi alleati occidentali di imporre ulteriori sanzioni a Mosca per costringerla ad accettare una tregua globale, ma Donald Trump si è finora rifiutato di adottare tali misure, affermando di non voler far fallire un accordo. Allo stato attuale, un incontro tra Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky e Donald Trump è “improbabile” nel “prossimo” futuro, secondo Peskov. Intanto, questa mattina, una delegazione di alti funzionari ucraini è arrivata a Washington per discutere del “sostegno alla difesa” del Paese e di questioni economiche, tra cui l’inasprimento delle sanzioni contro Mosca. Lo ha annunciato la presidenza Ucraina. “Il nostro programma è piuttosto ampio. Intendiamo discutere del sostegno alla difesa e della situazione sul campo di battaglia, nonché dell’inasprimento delle sanzioni contro la Russia”, ha dichiarato il capo dell’amministrazione presidenziale Ucraina, Andriy Yermak, tramite Telegram. Questo secondo round di negoziati diretti tra Kiev e Mosca si è tenuto all’indomani di un attacco di droni ucraini di portata senza precedenti contro aerei russi e l’esplosione di due ponti in Russia, che ha causato incidenti ferroviari, uno dei quali ha causato sette vittime.

Valentina Innocente

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