Auto, mercato elettriche inizia 2026 in calo: accelerata europea, crollo Cina e Usa

Il mercato globale dei veicoli elettrici ha aperto il 2026 con un segnale di rallentamento. A gennaio le consegne mondiali di auto elettriche – tra modelli a batteria (Bev) e ibridi plug-in (Phev) – si sono attestate a circa 1,22 milioni di unità, in calo del 2,1% su base annua. Il dato di Sne Research riflette una frenata della domanda globale, con contrazioni significative nei mercati cinese e nordamericano, mentre l’Europa ha continuato a registrare una crescita a doppia cifra, evidenziando una marcata divergenza tra le principali aree geografiche. Nel lungo periodo il settore mantiene comunque una traiettoria di espansione: dal 2017 il mercato globale dei veicoli elettrici ha registrato un tasso medio annuo di crescita del 34,9%. Negli ultimi mesi, tuttavia, lo slancio si è attenuato per effetto di diversi fattori, tra cui cambiamenti nelle politiche pubbliche, riduzione degli incentivi e crescente competizione sui prezzi.

L’inizio del 2026 evidenzia dinamiche molto diverse tra le principali regioni. Più o meno sorprendentemente, l’Europa rimane il mercato più stabile: a gennaio le consegne di veicoli elettrici hanno segnato +19,5% rispetto allo stesso mese del 2025, a 307.000 unità. Nonostante il dibattito su eventuali tagli agli incentivi, la transizione verso la mobilità elettrica continua a essere sostenuta da rigidi obiettivi sulle emissioni e dall’arrivo di nuovi modelli, in particolare nel segmento compatto e di fascia media. In Cina il mercato è già entrato in una fase di indebolimento dello slancio (-16,4% annuale, a 646.000 unità vendute): la progressiva riduzione degli incentivi fiscali e l’elevato tasso di penetrazione nelle grandi città stanno rallentando la crescita. La domanda si sta spostando sempre più verso la sostituzione dei veicoli esistenti e la forte competizione sui prezzi sta aumentando la pressione sulla redditività dei produttori. Negli Stati Uniti e in Nord America, invece, il settore attraversa una fase di aggiustamento dopo la scadenza dei crediti fiscali federali, nel settembre 2025. L’aumento dei prezzi ha frenato la domanda e diversi costruttori stanno rivedendo le proprie strategie, spostando l’attenzione verso modelli ibridi e tecnologie ibride avanzate. Risultato: -30,2% annuale con sole 86.000 unità vendute. Nel resto dell’Asia il mercato continua a crescere (+96,5% a 138.000 unità rispetto al 2025), ma con politiche sempre più orientate alla produzione locale. Paesi come Thailandia e Indonesia stanno infatti collegando gli incentivi alla presenza di impianti produttivi e al rispetto di requisiti di contenuto locale. Nel complesso, secondo gli analisti di Sne Research, il rallentamento registrato a inizio 2026 appare come una fase di transizione.

Il mercato globale dei veicoli elettrici resta su un percorso di espansione, ma la competizione futura dipenderà sempre più dalla capacità dei costruttori di adattarsi alle politiche regionali, rafforzare le catene di approvvigionamento locali, mantenere competitività sui costi e ottimizzare il mix di tecnologie tra elettrico e ibrido. Tra i principali produttori, Byd ha venduto a gennaio circa 162.000 veicoli elettrici, in calo del 30,1% rispetto allo stesso mese del 2025. La flessione è legata in parte alla stagionalità del mercato cinese, al riequilibrio delle scorte e alla forte pressione competitiva. Nonostante il rallentamento, il gruppo mantiene una solida base di vendite in Cina e punta a mitigare la volatilità della domanda grazie a una gamma ampia che include sia Bev sia Phev. L’espansione della produzione localizzata in Europa e nel Sud-Est asiatico dovrebbe inoltre ridurre nel tempo i rischi legati a dazi e politiche commerciali. Al secondo posto si colloca Geely Group, con circa 137.000 unità vendute (-11,6% su base annua). Anche per il gruppo cinese il calo riflette la fase di rallentamento della domanda interna. La strategia multi-brand, che comprende marchi come ZEEKR, Galaxy e Lynk & Co, e la combinazione tra veicoli elettrici e ibridi restano però elementi chiave per presidiare sia il segmento premium sia quello di massa. Tesla ha registrato vendite per circa 71.000 unità, in calo del 13,5% annuo. Il risultato è stato fortemente influenzato dalla Cina, dove le vendite sono crollate del 45% a causa della crescente concorrenza dei produttori locali e della guerra dei prezzi. Al contrario, l’azienda ha mostrato una maggiore tenuta in Nord America (+2,9%) e in Europa (+3,6%), sostenuta da aggiustamenti di prezzo e dal lancio di versioni più accessibili.

Valentina Innocente

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