FS, un piano da 190 miliardi. Ferraris: “Puntiamo su sostenibilità e multimodalità”

Una visione strategica e industriale di lungo periodo, sostenuta da un piano di investimenti da oltre 190 miliardi nei prossimi dieci anni. È il Piano Industriale 2022-2031 del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che prevede anche una profonda ridefinizione della governance e una nuova struttura organizzativa, presentato a Roma dalla presidente Nicoletta Giadrossi e dall’Amministratore Delegato Luigi Ferraris.

Il Piano mira a favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto al trasporto privato; incrementare, fino a raddoppiare rispetto al 2019, il trasporto merci su ferro; rendere le infrastrutture ferroviarie e stradali più sostenibili, accessibili, integrate efficacemente fra loro e resilienti, incrementandone la dotazione anche per ridurre il gap tra nord e sud del Paese; aumentare il grado di autonomia energetica del Gruppo attraverso fonti rinnovabili e contribuire, anche in questo campo, alla transizione ecologica. Attenzione particolare alla transizione ecologica, con attività di efficientamento e riduzione dei consumi, unite a nuove iniziative per valorizzare i propri asset installando impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, per garantire la copertura almeno del 40% del fabbisogno del Gruppo.

Le attività di FS, al momento, richiedono un consumo di energia annuo elevato, pari a circa il 2% della domanda nazionale. Per questo saranno investiti 1,6 miliardi di euro per produrre 2 GigaWattora di capacità rinnovabile per una copertura del fabbisogno di energia fino a sfiorare la metà del totale, circa 2,6 TeraWattora con “un risparmio per il sistema paese da centinaia di milioni di euro“, garantisce Ferraris. Un’organizzazione dedicata che avrà il compito di gestire l’energy management. Il Gruppo ha a disposizione oltre 30 milioni di metri quadri di aree o tetti dove sistemare impianti fotovoltaici.

Il piano punta alla riduzione delle emissioni di CO2 di circa 7,5 milioni di tonnellate annue grazie alle iniziative di business e allo shift modale verso il ferro: passaggio che, nel trasporto passeggeri, permetterà una riduzione di circa 2,8 milioni di tonnellate all’anno; mentre in quello merci la diminuzione sarà di circa 2,9 milioni di tonnellate annue.

Nadia Bisson

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