NELLO MUSUMECI - MINISTRO DELLE POLITICHE DEL MARE
Fare prevenzione per anticipare i cambiamenti che investono clima, rischi idrogeologici, eventi sismici e alluvioni. E’ il mantra per il futuro di Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare. Padrone di casa dei primi Stati generali della Protezione Civile, Musumeci ha accolto vari colleghi di governo per un momento di riflessione sul tema. Un modo per per perfezionare in modo collegiale gli interventi da fare e per capire come potenziare la macchina organizzativa voluta nel 1992 da Giuseppe Zamberletti. Quella della Protezione Civile è “un’esperienza esemplare, essenziale contro la vulnerabilità”, sostiene il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sottolinea “la professionalità e lo spirito di servizio” di chi opera nel settore. Per il futuro, la premier Giorgia Meloni punta sugli investimenti: “Basta con le ricostruzioni infinite. Se ricostruire è sempre un costo, prevenire è sempre un investimento”. Da qui il riferimento ai Campi Flegrei “dove siamo intervenuti con grande celerità“. “Col nuovo Codice della ricostruzione che stabilisce chi deve fare e cosa, si garantisce velocità e efficienza, e si fissano tempi certi per superare l’emergenza”.
Musumeci non vuole fermarsi qui, però. “La Protezione Civile non può conoscere traguardi – dice – ha una storia fatta di tappe, purtroppo costruita sulle macerie di disastri, migliaia di morti e feriti, molti eventi su cui c’è stato sempre qualcosa da imparare o un anello da potenziare. Non dobbiamo mai fermarci”. Confida quindi sul principio dell’autoprotezione dei cittadini, “che ancora non passa. Dobbiamo lavorare su questo fronte, che è culturale”. Il ministro poi chiarisce sull’’autonomia differenziata, “che non farà perdere alla Protezione Civile le sue peculiarità, non mette in discussione il dovere dello Stato di garantire la sicurezza ai propri cittadini”, e chiarisce bene la differenza tra politica e tecnici: la prima “fissa gli obiettivi”, i secondi “dicono come raggiungerli. Guai se lo facesse la politica”. Quanto agli eventi che si ripetono, il ministro vuole evitare di trovare “un capro espiatorio per ogni calamità”, perché “’atteggiamento difensivo che questo produce mal si concilia con l’efficienza che serve a fronteggiare l’emergenza“. E segnala poi come negli ultimi 10-15 anni non siano stati spesi 6 miliardi sulla prevenzione: “Mentre la gente muore non è possibile immaginare che il denaro per la prevenzione debba restare inutilizzato”.
Concordi i ministri intervenuti. Per il titolare dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, il cambiamento climatico che stiamo vivendo “ci porta a dover correre ai ripari per tentare tutte quelle azioni che fanno parte di un pacchetto di mitigazione e correzione delle infrastrutture”. Per questo, chiede di aggiornare il quadro relativo alla prevenzione: “Significherebbe salvare vite”. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato invece la fragilità del territorio italiano “per sua stessa conformazione, un’urbanizzazione molto spinta e anche per fattori umani legati all’incuria. Bisogna continuare a investire sul ruolo del volontariato, risorsa insostituibile di supporto, soccorso e assistenza alla popolazione”. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha ribadito l’appoggio del proprio settore nei confronti “di una formidabile e collaudata macchina organizzativa” rappresentata dalla Protezione Civile, mentre il Guardasigilli Carlo Nordio nota come l’estensione della tutela penale imponga “una continua revisione della protezione penale”, poiché “la legge penale non è retroattiva e non può essere applicata per comportamenti che non erano previsti come reati quando sono stati commessi. Quindi il legislatore deve lavorare di fantasia, per capire quali reati e comportamenti possono avvenire e in futuro”. E infine chiede “maggiore serenità” per le persone che operano nel settore. “C’è un eccesso di penalismo”, aggiunge Nordio. Soddisfatta il ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati. “Abbiamo preparato una legge di semplificazione annuale per il Codice. Dal 2018 sono cambiate molte cose e sburocratizzando otterremo rapidità decisionale ed efficacia negli interventi”.
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