Meloni scrive a Vdl per flessibilità su energia. Ue fredda: Ancora 95 mld da spendere

La bolletta dell’energia elettrica resta uno dei problemi più urgenti da affrontare per il governo. Da tempo Palazzo Chigi ha rivolto l’invito (per usare un eufemismo) a Bruxelles di ripensare i vincoli del Patto di stabilità per affrontare una crisi globale dovuta alla guerra in Medio Oriente, che si è aggiunta a quella scatenata dalla Russia in Ucraina e ai dazi imposti dall’Amministrazione Trump.

Perciò la premier, Giorgia Meloni, ha preso carta e penna per scrivere direttamente alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, di considerare le spese per l’energia al pari di quelle per la difesa, estendendo la cosiddetta National escape clause anche ad altri campi di azione, ma solo a tempo. Del resto, sono proprio i dati del ‘RePowerEu Four Years on: Italy’ della Commissione a dire che il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica nel nostro Paese nel 2025 è stato di 116 euro al megawattora, contro la media Ue di 85 euro al megawattora, il più alto dell’Ue.

I rincari di gas e carburanti sono già abbastanza pesanti da sopportare, ma a preoccupare è soprattutto il fatto che i veri effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz, ad esempio, si avvertiranno sulla carne viva dei popoli europei solo tra qualche mese. L’Europa, dunque, deve intervenire subito. Anzi, prevenire, sebbene le condizioni economiche internazionali siano già decisamente critiche. La Commissione, però, risponde freddamente alla lettera-appello di Meloni. Nel briefing quotidiano con i media, infatti, uno dei portavoce conferma la notizia della missiva, ma si limita a rispondere che a Bruxelles stanno “monitorando da vicino la situazione sull’energia e saremo pronti a esaminare il quadro delle flessibilità esistenti nel contesto di governance fiscale dell’Ue”.

Di stretta allentata ancora non se ne parla, dunque. “L’attenzione in questa fase è rivolta a sfruttare appieno i finanziamenti Ue già disponibili, che sono molto significativi”, fa sapere ancora la Commissione. Ricordando le parole di von der Leyen dopo il vertice informale del Consiglio europeo a Cipro: “Sono già stati resi disponibili circa 300 miliardi di euro per investimenti energetici nell’ambito di strumenti quali NextGenEu, la politica di coesione, ma anche il Fondo per la modernizzazione, con circa 95 miliardi ancora da utilizzare”. Quindi, “nel bilancio dell’Ue ci sono ancora circa 95 miliardi di euro da utilizzare in questo settore”.

Per il vicepremier, Matteo Salvini, “buonsenso vorrebbe che la Commissione europea ci permettesse di spendere, anche per le bollette e l’energia, quello che ci permetterebbe di spendere per le armi. È chiaro che se, per assurdo, ci dicessero di no, ‘fermate il paese perché non vi permettiamo di spendere i soldi che avete trovato’, noi li spenderemo lo stesso quei soldi”, avverte. Anche da Adolfo Urso arriva manforte a Meloni: “L’energia, soprattutto in questo momento, a fronte del conflitto che perdura nel Golfo Persico e con il blocco del canale di Hormuz, è la priorità dell’Europa per la sicurezza e la difesa, e come tale deve essere considerata”, dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy. Che auspica “un atto di responsabilità da parte della Commissione Ue in tempo congruo. Non possiamo aspettare che gli avvenimenti travolgano la sicurezza energetica del nostro continente”.

Per il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, “la stabilità economica ed energetica incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini europei, tanto quanto la difesa militare”, dunque “garantire continuità produttiva, contenere i costi dell’energia e salvaguardare la tenuta economica e sociale dei Paesi membri significa difendere la stabilità dell’Europa”. Tra le opposizioni, invece, c’è poca fiducia nell’azione della premier, anche se dal Pd arriva un’apertura verso Palazzo Chigi. “Se l’Italia ha bisogno di flessibilità di bilancio per fronteggiare l’emergenza energetica, siamo disponibili a ragionarne – dice il responsabile economia dem, Antonio Misiani -. Ma uno scostamento senza un vero cambio di passo nella politica energetica del governo sarebbe un pannicello caldo di fronte a un drammatico problema strutturale”. Tranchant, invece, il commento del M5S: “Meloni scrive una lettera contro gli accordi che lei stessa ha firmato: su riarmo e austerità si guardi allo specchio”, scrive sui social Giuseppe Conte, parlando di “paradosso” per la missiva a von der Leyen “fuori tempo massimo” in cui “dice, ipocritamente, che non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica”. Secca anche la reazione di Avs: “La lettera inviata alla presidente della Commissione Ue è la dimostrazione del fallimento di Meloni”.

Valentina Innocente

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