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Nasce Fondo equity Ue per la ricostruzione dell’Ucraina: 200 accordi per 10 miliardi

Photo credit: account X ministero degli Esteri

 

Nasce a Roma il Fondo equity europeo per la ricostruzione ucraina, un tesoretto da 10 miliardi destinati ad investimenti per la crescita, la ripresa e la ricostruzione del Paese attaccato da Vladimir Putin tre anni e mezzo fa. Si tratta di garanzie e sovvenzioni firmate in più di 200 accordi raggiunti, di cui 40 italiani, durante la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina in corso a Roma, per due giorni – giovedì 10 e venerdì 11 luglio – capitale diplomatica e imprenditoriale. Oltre 50 le delegazioni istituzionali ospitate, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, 9 capi di Stato, 6 primi ministri, 36 ministri e circa cinquemila imprenditori da tutto il mondo, di cui 500 dall’Italia. Più di 8mila partecipanti, 650 giornalisti, 120 stand.

La Russia – ha ricordato la premier Giorgia Meloniincrementa gli attacchi contro i civili” e “tenta di piegare gli ucraini con il buio, con il freddo, con la fame, con la paura”. La risposta europea non è solo “aiutare l’Ucraina”, “ci interroghiamo anche su come ricostruire quello che è stato distrutto, strade, ponti, scuole, chiese, ospedali“. Su questo, ha giurato la premier, “l’Italia intende giocare un ruolo da protagonista e può farlo per la costanza e la chiarezza con le quali fin dall’inizio si è schierata dalla parte giusta della storia, senza mai tentennare”, “ma anche perché il suo straordinario tessuto produttivo ha tutte le carte in regola per generare un moltiplicatore di investimenti e un moltiplicatore di opportunità”. La grande partecipazione alla due giorni, secondo Meloni, dimostra “un interesse concreto e reale a investire e scommettere sull’Ucraina, sulla sua economia, su un suo futuro di prosperità“.

In Ucraina intanto si continua a morire per gli attacchi russi. “La Russia intende andare avanti con la guerra – ha denunciato Zelensky – questo vuol dire che il cessate il fuoco è ancora lontano. Purtroppo continuano gli attacchi, non solo nelle aree di confine. Abbiamo centinaia di droni che portano attacchi ogni singola notte, questo è terrorismo puro”. Per questo, il presidente ha chiesto “un piano di recupero e di resilienza chiaro, chiarissimo, un po’ come il piano Marshall quando ha trasformato e ha ricostruito l’Europa tempo fa“. L’appello è di investire “tutto il necessario per la Difesa”, “un Paese da solo non potrà mai farcela, abbiamo bisogno di un aiuto collettivo”. Quindi un ringraziamento al Papa e al Vaticano per il sostegno profuso nel rimpatrio dei bambini ucraini dalla Russia: “Ci serve il supporto di tutti gli amici”.

A tre anni dalla prima Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rinnova l’impegno comunitario a favore di Kiev: “L’Europa è stata ed è il maggiore donatore dell’Ucraina, con quasi 165 miliardi di euro di sostegno”. La presidente ha quindi annunciato il pagamento di un miliardo in sostegno macrofinanziario, oltre a un pagamento di oltre tre miliardi di euro dal Fondo per l’Ucraina. “Il futuro di Kiev – ha aggiunto – ha due bandiere, quella nazionale e quella europea”.

La ricostruzione dell’Ucraina, ha avvertito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “deve iniziare mentre la guerra è in corso”, visto che “sono tante le necessità di cui la popolazione ha bisogno”. Secondo il titolare della Farnesina, “il popolo ucraino non può essere privato di infrastrutture fondamentali, come le reti elettriche, per andare avanti nella propria vita quotidiana”. Tajani ha poi firmato due accordi insieme al ministro ucraino per lo Sviluppo delle comunità e per la ricostruzione dei territori, Oleksii Kuleba. Il primo per ripristinare i beni culturali di Odessa e un secondo per migliorare l’efficienza idrica in città.

Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha invitato quindi ad avviare subito i negoziati per l’adesione ucraina all’Ue per i “notevoli progressi compiuti sulle riforme” da Kiev “malgrado condizioni estremamente difficili”. “La fine della guerra deve essere il nostro obiettivo comune”, ha aggiunto il premier polacco Donald Tusk; mentre il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha chiesto al presidente Usa Donald Trump di non lasciare soli gli europei nel supporto a Kiev, e il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato la creazione di ufficio ad hoc nel proprio Paese per la ricostruzione ucraina.

dario.borriello

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