“L’81,2% del volume prelevato nel 2020, pari a circa 7,4 miliardi di metri cubi, è misurato attraverso idonei strumenti, mentre la quantificazione del restante 19,8% è stimata dai gestori delle fonti per mancanza o malfunzionamento degli strumenti di misura. La diffusione della misurazione è piuttosto variabile sul territorio e strettamente correlata alla tipologia di fonte e di gestione”. Lo comunica l’Istat alla vigilia della Giornata dell’acqua. “La misurazione continua delle fonti di approvvigionamento è poco diffusa soprattutto nelle gestioni in economia (incide sul 51,4%, contro l’84,4% nelle gestioni specializzate), nelle sorgenti in alta quota, nelle piccole captazioni e nelle aree ricche di acqua (come le zone dell’arco alpino) dove la risorsa idrica è percepita come abbondante”.
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