Le riserve idriche dovrebbero essere sufficienti a soddisfare i fabbisogni idrici estivi, ma la fine delle piogge ha visto, in soli 7 giorni, i livelli dei grandi laghi tornare sotto media e la portata del fiume Po praticamente dimezzata: a dirlo è il report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche, che richiama l’attenzione su come, secondo il Joint Research Center, il 37,3% dei territori europei sia classificato ‘arancione’ (warning) ed il 10,2% sia addirittura in ‘zona rossa’ (alert).
La stragrande maggioranza di tali aree si trova nella Penisola Iberica, che nei primi 6 mesi del 2023, per via del caldo anomalo e della scarsità di piogge, ha subito un netto calo nei raccolti delle colture invernali ed ha visto ridursi drasticamente le aree deputate alle colture estive. In Spagna, nel bacino del fiume Guadalquivir c’è il 23,8% dell’acqua generalmente registrata, in quello della Guadiana si è al 31,9%, nel Guadalete-Barbate si tocca il 25,3%, mentre in Catalogna si arriva al 25,6% (fonte: CNR Drought Observatory).
L’ odierna situazione di Spagna e Portogallo è nettamente peggiore del già drammatico 2022 ed anche nel nordafricano Maghreb, dove le temperature sono di 2 gradi e mezzo più alte della norma, si sta affrontando la peggiore siccità stagionale dei recenti decenni.
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