Il Pnrr è la più grande chance per superare le criticità storiche del servizio idrico italiano: dai divari di governance alle perdite di rete, dalla carenza di infrastrutture alla depurazione delle acque reflue. Nonostante a giugno 2025 – vale a dire a circa un anno dalla scadenza – solo il 2% degli interventi previsti risulti concluso (40 progetti), un altro 51% delle opere è in fase di collaudo e il 37% di esecuzione. Lo riporta Il Sole 24 Ore che ha avuto la possibilità di visionare in anteprima il position paper di Ref Ricerche ‘Pnrr e servizio idrico’, elaborato su dati del portale Italia Domani. Dai dati emerge che il 98% dei progetti è stato avviato, ma il 7% è in ritardo rispetto al cronoprogramma, quota che sale notevolmente quando i soggetti attuatori sono le Regioni. Il Mezzogiorno è l’area più penalizzata, con il 10% dei progetti in ritardo.
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