“Il comparto idrico rappresenterà una delle prossime emergenze italiane”, aveva detto più di un anno fa Dario Scannapieco, ad di cassa Depositi e Prestiti. E oggi, su Il Corriere della Sera, riannoda i fili di quel discorso alla luce di cosa sta accadendo in Italia: “Gli acquedotti hanno un’età media tra i 35 e i 40 anni. Gli ultimi invasi so no stati costruiti negli Anni Sessanta”, accusa. “Si può fare moltissimo, basta avere un approccio non ideologico e pragmatico. Si chieda perché in Italia investiamo 49 euro pro capite nel settore. mentre in Europa la media è del doppio”, l’altra sottolineatura. Scannapieco continua: “Non è stato fatto con l’acqua ciò che è stato fatto per l’energia”, devono “avere una governance chiara, una regolamentazione efficace e innovazione”.
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