“Sul settore automotive continuano a pesare profonde criticità strutturali. In Europa, dal 2019 il mercato ha perso circa 3 milioni di veicoli, che non pensiamo di recuperare nei prossimi anni. Di questi 3 milioni, oltre la metà sono auto piccole e veicoli commerciali, due segmenti chiave che storicamente trainano i volumi in Italia. A questa contrazione, si somma poi l’impatto della concorrenza cinese. Una concorrenza che ha già superato il 10% di quota di mercato in Europa e che può contare su un contesto e su condizioni competitive difficilmente replicabili nel nostro Continente. Ciò significa che per le aziende automobilistiche europee questa contrazione di mercato non si limita ai 3 milioni di vetture già perse ma va ben oltre, attestandosi attorno ai 4,5 / 5 milioni di unità. È evidente come questa dinamica incida profondamente sulla produzione europea e, di conseguenza, su quella italiana”. E’ quanto dice Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo Stellantis, intervenuto al tavolo automotive in corso al Mimit. “Certo – ammette -, la concorrenza cinese non è l’unica ragione del calo produttivo degli ultimi anni, ma è un elemento da valutare quando si misura l’industria e se ne definiscono gli obiettivi futuri. Per governare questo contesto, puntiamo a riconquistare spazio di mercato, attraverso la forza dei nostri prodotti e la centralità del cliente. Lo faremo anche grazie ai 50 nuovi prodotti che lanceremo in Europa nei prossimi 5 anni: 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti. Lanci che sosterremo con investimenti significativi: all’Europa, infatti, destineremo circa il 40% delle nostre risorse globali. Per farlo, seguiremo una strategia chiara, con cui valorizzeremo ogni brand e ogni stabilimento.
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