L’obiettivo di Mediterranea “non è dare la patente di made in Italy a quello che italiano non è, bensì rafforzare le filiere produttive nazionali per rendere il nostro Paese sempre più vicino all’autosufficienza alimentare”. Lo dice Massimiliano Giansanti, numero uno di Confagricoltura e presidente di Mediterranea, l’associazione fondata lo scorso gennaio insieme a Unionfood per promuovere le eccellenze agroalimentari. “C’era un tempo in cui la nostra bilancia commerciale agricola era in positivo, mentre oggi è in negativo di 13 miliardi di euro. Io però credo che l’obiettivo dell’autosufficienza sia raggiungibile. L’Italia coltivava 800mila ettari di terreno a soia e un milione di ettari a mais: entrambe le estensioni oggi si sono dimezzate, ma possiamo tornare indietro. Non dimentichiamoci che nel Paese ci sono un milione di ettari di terreno improduttivi perché vincolati dalla politica demagogica della Ue”, aggiunge a Il Sole 24 Ore. La capacità produttiva nazionale si aumenta “attraverso i contratti di filiera. Lo stesso Dl Agricoltura, appena varato, finanzia questo strumento con ulteriori 30 milioni di euro. Come Mediterranea, ci occupiamo proprio di questo. Prendiamo la filiera da cui siamo partiti, quella del grano duro: negli ultimi anni la produzione nazionale ha subito una forte diminuzione, passando da 4,5 milioni di tonnellate a poco più di 3. Attraverso i contratti di filiera vogliamo tornare a produrre le quantità di un tempo, se non addirittura di più”.
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