Gerrit Marx, ad di Cnh, garantisce che non ci sarà nessun ridimensionamento in Italia, che continuerà a “essere un mercato chiave, assolutamente strategico per la regione Emea”. Come riporta La tampa, Cnh punta invece a rafforzare la rete commerciale in Francia e, soprattutto, in Germania, “due mercati che da soli valgono metà del business dei trattori in Europa”. Ma guarda anche con attenzione al potenziale del subcontinente indiano, dove “stiamo valutando di costruire una nuova fabbrica per i trattori di piccola potenza perché è lì che si fanno i veri volumi”, spiega Marx. Essere competitivi in quell’area “ci consente di misurarci con i costruttori locali, come Mahindra, che si stanno espandendo in Sud America, dove il nostro brand e la nostra rete restano più forti”.
Cnh è oggi presente in 170 mercati con quaranta stabilimenti, diciassette dei quali nell’area Emea. “Sulla terraferma — argomenta ancora Marx — abbiamo circa 12 miliardi di ettari, di cui 5 miliardi destinati all’agricoltura. E non stanno aumentando: ogni anno nuove aree vengono coltivate, ma altrettante si perdono tra erosione, impoverimento del suolo, urbanizzazione e sfruttamento eccessivo”. Quindi “con l’aumento della popolazione sale anche la domanda di proteine, vegetali e animali”, osserva Marx. “Per questo investire in tecnologia diventa indispensabile”.
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