L’agricoltura europea ha a disposizione un fondo da 45 miliardi di euro che però è solo opzionale: i finanziamenti sono assegnati ad aree rurali e produttori agricoli ma il loro utilizzo è solo facoltativo. Come riporta Il Sole 24 Ore, la scelta è nelle mani degli stati membri. “La possibilità che queste risorse non vengano utilizzate in agricoltura è semplicemente un rischio che non possiamo correre”. E’ quanto è emerso a Bruxelles nell’ambito della due giorni di Farm Europe, l’associazione nata 11 anni fa come think tank agricolo e oggi composta da oltre 35 organizzazioni di agricoltori. “Con un’azione congiunta Italia-Francia – spiega il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – abbiamo evitato i 90 miliardi di tagli alla politica agricola Ue proposti in un primo momento dalla Commissione. Ma non basta. Gli aiuti diretti agli agricoltori sono salvi ma c’è un’altra importante fetta di risorse, da 45 miliardi, assegnata al mondo agricolo ma senza alcuna garanzia che venga utilizzata. Nelle intenzioni della Commissione questo capitolo sarà gestito dagli stati membri che potranno decidere se utilizzarlo o meno e se cofinanziarlo o meno. Non siamo preoccupati per l’Italia visto che il Governo ha già preso un impegno in questo senso. Ma ci preoccupano le profonde differenze che si possono generare in Europa tra paesi con margini di manovra nel bilancio e paesi più in difficoltà. In questo modo invece di rafforzare l’agricoltura europea si rischia solo di creare nuove divisioni”.
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