Il presidente dell’Uci (Unione coltivatori italiani) Mario Serpillo indica la riforma della Politica agricola comune tra i temi al centro dell’assemblea della propria associazione. “Lo scorso anno oltre 50mila agricoltori italiani hanno rinunciato a presentare domanda di aiuto Pac. Qualcuno ancora parla di agricoltura come un settore ‘assistito’ ma nella realtà ci sono imprenditori che hanno rinunciato ai contributi Ue pur di non dover sottostare ai relativi vincoli ambientali. Un malessere culminato nelle diffuse proteste andate in scena in tutta Europa. Con le modifiche Ue alla Pac la protesta è rientrata ma la delusione e lo scoramento sono ancora intatti e sono pronti a riesplodere. Gli agricoltori non ci credono più e non bastano correzioni, serve un deciso cambio di rotta”, dice in un colloquio con il Sole 24 Ore. Serpillo spiega ancora che l’agricoltura non è nemica dell’ambiente: “Ma come può essere, un imprenditore che dalla terra trae il suo sostentamento e che in cuor suo spera di trasferire questa passione, oltre che la propria azienda, alle generazioni future. Gli agricoltori sono favorevoli a una riduzione dell’uso della chimica nei campi anche perché sono di certo i soggetti più esposti. Ma il taglio deve avvenire gradualmente e con la disponibilità di alternative e senza penalizzare la produzione agricola. Invece come era stato immaginato, il dimezzamento dei fitofarmaci entro il 2030, ora momentaneamente sospeso, avrebbe portato alla dismissione dell’agricoltura Ue e all’esplosione delle importazioni”.
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