Le previsioni di resa di settembre per i raccolti estivi in Italia sono aumentate rispetto ad agosto, raggiungendo o superando la media quinquennale, grazie allo sviluppo favorevole delle colture nel nord. Lo segnala l’ultima analisi del Joint Research Center della Commissione Ue. Nel nord Italia, l’ondata di caldo del 10-17 agosto (ad esempio in Lombardia) ha rappresentato la principale minaccia per i raccolti estivi. Le elevate temperature diurne hanno compromesso la fioritura del mais seminato tardivamente, mentre le elevate temperature notturne hanno influito su tutte le colture aumentando la respirazione e riducendo così il potenziale di resa. Dopo il 17 agosto, le temperature sono diminuite e si sono verificate abbondanti precipitazioni, in particolare nelle regioni nord-orientali (ad esempio in Friuli-Venezia Giulia). Il mais e la soia hanno beneficiato delle condizioni più umide, con temperature medie, e la formazione e il riempimento dei chicchi sono progrediti in condizioni molto favorevoli. A livello locale, le forti piogge hanno causato l’allettamento delle colture e favorito la diffusione dei parassiti. Da settembre il clima è diventato più secco, favorendo la raccolta del grano e del mais verde. Nell’Italia centrale, la stagione dei raccolti estivi si è conclusa in agosto con previsioni di resa del girasole nella media o al di sotto della media.
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