Gli Stati Uniti restano la vetrina più redditizia per le imprese dell’agroalimentare italiano che vogliono affacciarsi al mondo dell’internazionalizzazione. “Nei primi quattro mesi dell’anno le esportazioni di cibo e vino made in Italy sono balzate del 18%”, dice il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas. “Nel 2023 le esportazioni del food & wine italiani verso gli Stati Uniti hanno raggiunto i 6,8 miliardi di euro e nei primi quattro mesi del 2024 sono cresciute del 18%: anche se si trattasse solo di una fiammata, sarebbe un segnale più che positivo. In ogni caso, il trend è crescente: rispetto al 2019, cioè a prima della pandemia e delle guerre, il nostro export agroalimentare verso gli Usa è aumentato del 40%. Per il settore l’Italia si conferma il terzo fornitore degli americani, dietro al Messico (42,3 miliardi) e il Canada (39,9 miliardi). Per un’impresa italiana, essere presenti negli Usa è un po’ una prima tappa verso il percorso dell’internazionalizzazione: bisogna aprire prima lì, per poi guardare al resto del mondo”, spiega in un colloquio con il Sole 24 Ore. Sul vino poi Zoppas spiega: ” I dati sulle esportazioni vinicole dei primi quattro mesi del 2024 sono incoraggianti, dopo gli andamenti dell’anno scorso si è registrata una crescita dello 0,5%. Seppur piccola, dimostra che il settore ha tenuto. L’anno scorso c’è stato il tema dello smaltimento delle scorte accumulate negli anni della pandemia, che ha rallentato le nuove consegne di bottiglie verso gli Stati Uniti. E poi c’è il problema della disponibilità economica delle famiglie americane, che è in calo. Molto dipenderà dalle politiche che verranno intraprese dall’amministrazione Usa che uscirà dalle urne di novembre”.
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