“Ora i piccoli Stati insulari potranno aprire contenziosi contro i grandi Paesi che hanno contribuito al cambiamento climatico”. Lo dice Francesca Mingrone è giurista presso l’ufficio di Ginevra del Center for International Environmental Law, organizzazione non governativa che si occupa di diritti umani e ambiente. Mingrone ha seguito i lavori della Corte dell’Aia e spiega a Repubblica perché la sentenza è così importante: “Crea un precedente e spiega come dobbiamo interpretare gli obblighi climatici degli Stati. Per esempio, sostiene che non è pensabile che gli Stati proteggano i diritti umani senza adottare azioni sul clima”. Poi precisa: “In un contenzioso Stato contro Stato ci si potrà rivolgere alla Corte Internazionale di Giustizia. Ma se parliamo di un individuo o di una comunità opposti a uno Stato, allora si può immaginare il coinvolgimento di corti regionali, come la Corte europea dei diritti dell’uomo, o di corti nazionali…”.
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