“L’Artico si riscalda con una velocità quattro volte superiore rispetto a qualsiasi altra zona della Terra. Dunque, è un punto debole ma anche un indicatore di quello che sta per succedere in altre zone del pianeta. Per tale ragione l’Italia è in prima fila nell’osservazione dell’area polare». Lo dice il presidente del Cnr Andrea Lenzi in un dialogo con il Corriere della Sera per il dorso ‘Pianeta 2030’. Poi sugli interessi scientifici del Polo Nord aggiunge: “Da decenni l’Italia con il Cnr condivide la base di ricerca internazionale situata a Ny-Alesund, nel Nord delle isole Svalbard, indagando i cambiamenti”. E ancora: “Il nostro Paese, per la credibilità costruita nel tempo, è l’unica nazione mediterranea ad avere il ruolo di osservatore nel Consiglio Artico. I ministri degli Esteri Tajani, e dell’Università e Ricerca Bernini, presenti al Forum, hanno presentato la strategia nazionale per l’Artico nata con la collaborazione del ministro della Difesa Crosetto, al fine di considerare i diversi aspetti coinvolgendo pure industrie interessate. Ciò rafforza quell’operazione di diplomazia scientifica che diventa sempre più determinante nei rapporti internazionali”.
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