I settori dell’ hard to abate (Hta), cioè quelli altamente energivori, sono impegnati da tempo in un percorso di decarbonizzazione per arrivare al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla normativa europea (-55% entro il 2030). Ma si tratta di operazioni costose. “Oggi è ragionevole pensare che il costo della decarbonizzazione potrebbe raggiungere i 20 miliardi di euro al 2030”, dicono Marco Moretti, managing director e partner di Bcg, e Ferrante Benvenuti, partner della società di consulenza. A Il sole 24 Ore aggiungono poi: “Mentre le principali leve per ridurre le emissioni sono rimaste invariate, da un lato la recente spinta inflativa ha portato a un aumento del costo degli investimenti necessari, dall’altro, si sta verificando una parziale riduzione del gap tra i costi operativi degli impianti tradizionali rispetto ai nuovi assetti produttivi innovativi in seguito all’aumento dei prezzi dell’energia”. Si tratta di un percorso ineludibile: “Il percorso di decarbonizzazione consentirà all’industria italiana di rimanere competitiva, preservando posti di lavoro e Pil”, sottolineano.
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