I costi dell’inquinamento industriale in Europa ammontano al 2% del Pil dell’Ue, nonostante una tendenza alla diminuzione negli ultimi dieci anni. E’ quanto emerge da un rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) pubblicato giovedì.
“L’analisi dell’AEA mostra che i costi dell’inquinamento atmosferico causato dai maggiori impianti industriali europei (…) si aggirano in media tra i 268 e i 428 miliardi di euro all’anno”, ha dichiarato l’agenzia di Copenhagen in una nota.
Secondo l’AEA, nel 2021 questi costi corrisponderanno a circa il 2% del Pil dell’Unione europea. Grazie all’adozione delle migliori tecniche disponibili in campo energetico, al passaggio alle energie rinnovabili e a combustibili meno inquinanti, “i costi ambientali e sanitari dell’industria europea sono diminuiti di un terzo (-33%) tra il 2012 e il 2021”, si legge nel rapporto.
Nel 2021, solo l’1% dei 9.400 impianti analizzati sarà responsabile della metà dei danni. Dei 50 impianti più inquinanti, quasi la metà è rappresentata da centrali termoelettriche. Nove di queste si trovano in Germania e sei in Polonia. Insieme a questi due Paesi, Italia, Francia e Spagna costituiscono la top 5 degli Stati membri in cui l’inquinamento causa i costi più elevati.
(AFP)
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