La messa in esercizio delle opere completate, come le reti fognarie di Palermo, e i risultati ampiamente soddisfacenti dei cicli di trattamento, come quelli dei depuratori di Cefalù e Trabia, hanno anche permesso una riduzione degli abitanti equivalenti coinvolti e di conseguenza una diminuzione della sanzione comunitaria a carico dell’Italia per l’inadempimento alla Direttiva Acque.
Tutto ciò è stato realizzato nonostante in molti casi si siano registrati rallentamenti dovuti ai tempi di ottenimento dei pareri ambientali, non derogabili dalla Struttura Commissariale, come i PAUR del depuratore di Palermo e di Messina, rilasciati dall’Assessorato Ambiente della Sicilia dopo circa 1 anno e mezzo.
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