“Accogliamo positivamente la previsione di ribassare i target di riduzione della CO2 dal 100% al 90% per le auto al 2035, dal 50% al 40% nel 2030 e dal 100% al 90% per i veicoli commerciali leggeri. Questa riduzione è importante, perché dà nei prossimi anni ai costruttori la possibilità di raggiungere gli obiettivi di riduzione con il contributo di più tecnologie, aprendo al concetto di neutralità tecnologica”. Lo rileva Anfia, associazione nazionale filiera industria automobilistica, secondo cui “è molto alto il rischio di vanificare questo sforzo dopo il 2035, anno dal quale dovrebbe scattare l’obbligo di compensazione del 10% di riduzione contabilizzando l’utilizzo di acciaio verde (massimo 7% del target) e quote di carburanti rinnovabili per i veicoli non elettrici (massimo il 3% del target)”. Bisognerà pertanto, secondo Anfia, “analizzare e valutare nel dettaglio l’applicabilità e gli impatti reali di queste flessibilità”. Nell’ottica di stimolo alla diffusione della mobilità elettrica, “bene la maggiore valorizzazione delle auto piccole e gli obiettivi sulle flotte aziendali, così come la proposta di flessibilità sulle sanzioni per i veicoli pesanti, cui auspichiamo possa seguire una revisione anticipata del Regolamento 2019/1242”. Nel complesso, però Anfia spiega che “non possiamo che ritenere il pacchetto poco risolutivo dei problemi di mercato e poco incisivo rispetto alle tanto annunciate intenzioni di rafforzare la competitività dell’industria europea”.
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