“Ci muoviamo in un contesto di regolamenti sempre più severo. A cominciare dal Fit for 55 entro il 2030. Martedì è arrivato l’ICE ban dell’Unione europea, ovvero lo stop alla produzione di auto a motore endotermico dal 2035. In più ci stanno chiedendo di fare un Euro 7 che tecnicamente è infattibile”. Così Luca de Meo, ceo di Renault, in una intervista a Il Sole 24 Ore. De Meo spiega: “Per come è scritto oggi, tutti i motori a combustione interna andranno fuori dal mercato dal 2025. In questo contesto, guardiamo la buona notizia, Renault arriva con 6-7 prodotti puramente elettrici, su tutti i segmenti, coprendo l’80% del mercato. Siamo fra i primi tre costruttori meglio posizionati nella catena dell’auto elettrica”. De Meo poi aggiunge. “Le minacce sono due. I cinesi, che hanno più controllo di noi sulla catena del valore, possono utilizzare l’elettrico per conquistare quote di mercato. Poi esiste una asimmetria a livello di competizione tra le placche America, Europa e Cina che le autorità devono correggere. Non voglio parlare di protezionismo. Si tratta di non essere naif e di fare rispettare un principio di reciprocità”. Per De Meo esiste una soluzione: “Le regolamentazioni devono rispettare il principio della neutralità tecnologica. Noi produttori di auto intendiamo dire la verità. E la verità è che dobbiamo guardare all’intero ciclo, cradle to grave, e non al tank to wheel. Così, se il nemico è la CO2, ci si apre ad alternative. Che possono essere il motore a combustione con dei mix di carburanti meno impattanti come gli e-fuels o il biodiesel. Ma nella normativa europea non è previsto”.
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