Le case automobilistiche asiatiche hanno rallentato i progetti di investimenti in Italia. “Anche noi ci abbiamo creduto”, spiegato il direttore generale dei componentisti di Anfia, Gianmarco Giorda. “Ora però i costruttori cinesi sono in una fase di attesa rispetto alle decisioni degli investimenti futuri. Perché la transizione non sta andando alla velocità prevista. E poi c’è il tema della competitività: se non siamo abbastanza competitivi all’interno dell’Europa è chiaro che eventuali investimenti stranieri andranno verso Spagna e Paesi dell’Est”, aggiunge come riporta il Corriere della Sera. “Oggi l’80% delle auto che la Cina esporta in Europa sono termiche o ibride plug in”, ha fatto sottolineato Giorda.
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