“Le novità introdotte dalla UE nell’ambito della transizione dell’automotive sono un evidente freno alla direzione della riduzione delle emissioni inquinanti. Le conseguenze si dispiegheranno nel corso degli anni e, come troppo spesso accade, si scaricheranno sulle future generazioni”. Lo dichiara in una nota Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità. “E’ comunque chiaro che, anche in un nuovo quadro regolatorio, sono necessari ingenti investimenti pubblici e privati per non allargare il gap che già oggi l’industria automobilistica europea registra nei confronti della Cina – continua – Investimenti in ricerca, sviluppo delle nuove tecnologie e produzione sono fondamentali per la tenuta industriale, sociale e occupazionale, messa già oggi a rischio a causa dei mancati investimenti europei, nazionali e delle case produttrici”.
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