“Non corriamo troppo dietro ai cinesi. Per noi è prioritario affrontare il nodo della crescita della produzione nelle fabbriche Stellantis che già ci sono. Poi si può discutere degli altri costruttori, sempre che l’impatto non sia negativo su ciò che si fa nel nostro Paese”. Lo dice Ferdinando Uliano, 57 anni, che domani sarà eletto nuovo segretario Fim-Cisl. In una intervista a Repubblica Uliano spiega la sua posizione: “Per ritornare a 1 milione di veicoli fatti in Italia bisogna sostenere la crescita della produzione del 30%, aumentando l’efficienza, abbassando i costi energetici, accompagnando la trasformazione dell’indotto, più orientato alla meccanica rispetto al digitale e all’elettronica”. la priorità è “riempire gli stabilimenti italiani di modelli e far arrivare tutte le piattaforme Stellantis: manca ancora la Small. Il 30% in più di produzione lo vogliamo fare nei siti che già ci sono, a partire da Mirafiori, stabilimento che sta soffrendo di più. Prima il governo si concentri su questo e incalzi Stellantis. Anche per questo, insieme agli altri sindacati metalmeccanici, si è deciso uno sciopero di 8 ore il 12 aprile con corteo a Torino”. Un secondo produttore servirebbe ma a determinate condizioni: ” Se è solo uno stabilimento di assemblaggio con tutti i componenti che vengono da fuori, come già fa la DR oggi, la ricaduta è minima. Se invece viene interessata la filiera e si realizzano batterie l’effetto è differente. Bisogna capire la concretezza dei piani. A noi non risultano progetti reali, abbiamo già visto passare troppi cinesi”
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