L’Italia ha siglato con la Cina un’intesa su larga scala che comprende anche l’auto elettrica. “L’auto elettrica è sicuramente il più importante, aspettiamo di vederne i contenuti”, dice il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin. In una intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “Il nostro sistema della componentistica regge se a monte della filiera c’è una produzione di un numero minimo di veicoli. È un passo necessario se non vogliamo perdere capacità produttiva”. Il player cinese si spiega così: “Perché i cinesi sono gli unici in questo momento con le tecnologie adatte a una produzione di utilitarie elettriche a basso costo. Auto da 10-12 mila euro, per capirci. Sono queste le produzioni che possono fare i grandi numeri, le vetture premium non bastano a sostenere la filiera. E poi ingaggiare un player cinese ci restituirebbe qualcosa”. Nello specifico: “Noi europei abbiamo aperto filiali in Cina e loro hanno imparato dalle nostre tecnologie. In questo caso finalmente accadrebbe l’inverso: saremmo noi ad arricchirci del loro know how”. Poi una considerazione di Visentin, che considera molto più avanti sull’elettrico: “Dovremmo avere l’umiltà di ammetterlo. Sulle batterie sono arrivati alla quinta generazione”.
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