Come riporta Il Sole 24 Ore, ammontano a 11,1 terawattora le richieste pervenute al Gse (il Gestore dei servizi energetici) da 53 produttori terzi nell’asta con cui, su richiesta della Commissione europea, sono stati individuati i soggetti che assumono, se selezionati, l’obbligo di realizzare nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili nell’ambito dell’Energy Release 2.0, il meccanismo che consente a energivori in forma singola o aggregata di beneficiare di un prezzo calmierato dell’energia elettrica (65 euro per megawattora) a fronte della messa a terra di nuova capacità green. È questo un primo, significativo, bilancio della procedura competitiva gestita dalla controllata del Mef, ispiratore dell’operazione. lo strumento fortemente voluto dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, mette a disposizione 72 terawattora (TWh) in un triennio, tutti contrattualizzati, di cui il 70% ha visto il coinvolgimento di un soggetto terzo al quale è stata delegata la realizzazione di nuova capacità per effetto della sottoscrizione di circa 400 addendum contrattuali tra energivori aggregatori e soggetti delegati. Sempre in asta sono poi pervenute 44 offerte per 2,56 TWh da energivori aggregatori che hanno, invece, partecipato alla procedura.
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