“In uno scenario avverso caratterizzato da un arresto delle forniture a partire dal trimestre estivo, solo parzialmente compensato per il nostro paese mediante altre fonti, si ipotizzano ricadute dirette da tale interruzione, in particolare per le attività manifatturiere a più elevata intensità energetica, ulteriori consistenti rialzi nei prezzi delle materie prime, un più deciso rallentamento del commercio estero, un più forte deterioramento dei climi di fiducia e un aumento dell’incertezza. Sotto queste ipotesi il prodotto aumenterebbe in misura pressoché nulla in media d’anno nel 2022, si ridurrebbe di oltre 1 punto percentuale nel 2023 e tornerebbe a crescere nel 2024”. Lo prevede la Banca d’Italia, nell’esercizio coordinato dell’Eurosistema delle banche centrali, con cui ha contribuito alle previsioni economiche della Bce pubblicate ieri.
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